PORTIERI
Alessandro LIVIERI 6: buon portiere, dotato di atletismo e fisicità. Ottimo nelle uscite sia basse che a presa alta. Pecca di riflessi sulle conclusioni radenti, come dimostrato in più di una circostanza, ultima delle quali la rete (la prima delle 5) subita al 1’ di Pro Vercelli-Arzignano Valchiampo, in cui respinge corto la conclusione di Lakti favorendo il tap in di Moretti. La sufficienza c’è, ma l’ex Pisa – da curriculum vitae – può dare e fare di più.
Pietro PASSADOR 6: aveva sollevato qualche dubbio il suo impiego, la passata stagione, tanto da “guadagnare” la panchina (e il prestito a metà stagione alla Ternana) dopo il match casalingo contro il Padova. Quest’anno parte titolare a Busto Arsizio salvo poi tornare a sedersi dopo l’arrivo di Livieri. Questa volta, però, non commette errori nelle 5 volte in cui viene chiamato in causa al posto dell’ex Pisa. In Coppa, tuttavia, nella “maledetta” (in tutti i sensi) sfida al Latina, s’infortuna gravemente.
DIFENSORI
Alessandro CAROSSO 6,5: per l’impegno e i miglioramenti “a testa bassa” palesati. Lungo la fascia sinistra, è il jolly che mister Michele Santoni alterna con Emiliano Pino stanti i continui forfait per infortunio di Cristiano Furno. L’apice della sua prima prima parte di stagione 2025-2026, senza ombra di dubbio, il gol con cui ha deciso il match dei sedicesimi di finale di Coppa Italia di Serie C contro il Vicenza schiacciasassi al “Romeo Menti”.
Gianluca CLEMENTE 5,5: non ce ne voglia. La parziale insufficienza non è certo data dal suo atteggiamento in campo, sempre particolarmente grintoso. Il fatto è che – nonostante le convinzioni di mister Michele Santoni – non si tratta assolutamente di un centrale difensivo e questo lo dimostra, spesso e volentieri, con interventi improvvidi che costano pericolosi calci piazzati per gli avversari o provvedimenti disciplinari. Terrà bene “su la squadra”, com’è più volte stato ripetuto in sala stampa, ma a che prezzo?
Luca COCCOLO 6: segna il gol decisivo, in extremis, nel successo casalingo per 2-1 contro nella seconda giornata di campionato. E’ certamente un centrale difensivo dal pedigree indiscutibile e il giudizio resta inevitabilmente sospeso. Sarebbe interessante, infatti, nel 4-3-3 di Santoni, vederlo affiancato a un pari ruolo vero e non a un “adattato” come Clemente. Alterna ottime prestazioni a blackout. Un po’ come tutta la squadra.
Cristiano FURNO 6: qualità al servizio della corsia sinistra, partendo dalla difesa, da parte dell’ex Sestri Levante. Peccato che “al servizio della squadra” è un concetto piuttosto relativo, dal momento che, sul suo report al termine del girone di andata, fa registrare solamente 6 presenze in campionato, scandite da 401 minuti. Questo per i continui stop per infortunio di cui, per la famigerata legge della privacy fantozzianamente applicata al calcio oggigiorno, non ne si conosce l’entità.
Stefano MARCHETTI 5: lento, macchinoso, è uno dei pochi della passata stagione che non palesa miglioramenti, nemmeno sporadici. Anzi, l’ex Albinoleffe appare in costante declino, probabilmente anch’egli per il fatto che il piatto dei centrali difensivi, per assortimento, piange clamorosamente. Tra una prestazione deludente e l’altra, come Coccolo va anch’egli giudicato a fine stagione. Magari in attesa di qualche rinforzo di reparto nel mercato invernale.
Leonardo PIRAN 7: l’unica partita che sbaglia – unica davvero – è lo sciagurato 0-5 casalingo contro l’Arzignano Valchiampo. E’ il principale fornitore di assist vincenti per Gianmario Comi. L’ex Pro Patria, senza timore di smentita, rientra nel novero dei migliori terzini-laterali di destra della categoria. Particolarmente dotato nei cross lunghi e nelle accelerazioni a tutto campo. Elemento davvero prezioso.
Emiliano PINO 6,5: a differenza di Marchetti, è il giocatore tra quelli dell’anno passato che – probabilmente – evidenzia i più grandi progressi. Se nel 2024-2025 appariva un laterale di metà campo che non andava mai oltre il “compitino” con passaggi tuttalpiù scolastici, sotto la guida Santoni – che lo impiega come terzino – penetra la fascia di competenza box to box con disinvoltura, cross e anche un gol, quello realizzato in Coppa Italia di Serie C contro l’Atalanta Under 23.
CENTROCAMPISTI
Angelo BURRUANO 7: grande sorpresa per tifosi e piazza. Entrato in scena e rimastoci costantemente dopo l’infortunio di Huiberts porta corsa, freschezza e qualità alla metà campo leonina. Tre gol complessivi – due in campionato contro Dolomiti Bellunesi e Cittadella e una in Coppa Italia di Serie C contro l’Atalanta Under 23 -, assist e penetrazioni che incidono. Perde di “grip” nel momento in cui perde in continuità d’impiego.
Achraf EL BOUCHATAOUI 7: esattamente come sottolineato con Piran, togliamo pure di mezzo l’inqualificabile prova – che è dell’intera squadra – contro l’Arzignano Valchiampo. Il suo piede fatato dona un’autentica svolta in fase di costruzione dal momento del suo arrivo da svincolato in ottobre. C’è un prima e dopo El Bouchataoui in questa Pro che però, paradossalmente, si aggrappa troppo alle sue giocate.
Dean HUIBERTS 5,5: infortunio a parte – anch’esso mai descritto nei dettagli dalla società -, occorre dirlo, delude le aspettative. Arrivato a Ferragosto totalmente a sorpresa da svincolato del Beerschot (retrocesso dalla massima divisione belga dopo le cento presenze circa col PEC Zwolle, anche in Eredivisie), all’inizio sembra poter fare la differenza, dimostrandosi tuttavia – col tempo – piuttosto lento nell’organizzare la manovra leonina.
Ilario IOTTI 7,5: corre a perdifiato, come sempre, apportando quantità e qualità. Moltiplica esponenzialmente i suoi sforzi con l’arrivo di Achraf El Bouchataoui (sì fortissimo tecnicamente, ma che difficilmente esce dal cerchio di metà campo per le sue geometrie) ed è il volto onnipresente che non smette di piacere alla piazza, per grinta, volontà e attaccamento alla maglia. Dalla sua, in campionato, 18 presenze, 1620 minuti in campo e 1 gol, quello decisivo, all’88’ nel 2-3 alla Pro Patria.
Niccolò RONCHI 5,5: impiegato essenzialmente nelle ultime uscite, non esattamente prolifiche della squadra. Bene contro Dolomiti Bellunesi, Alcione Milano e Atalanta Under 23 (in quest’ultimo caso, nel successo per 5-1 contro l’Atalanta Under 23), risulta smarrito e senza nerbo negli ultimi match contro Latina (sempre nella competizione coccardata) Ospitaletto Franciacorta, in cui viene impiegato da titolare decisamente a sorpresa.
Carlo Mattia RUTIGLIANO 6: recupera la sciocchezza combinata – e costatagli l’espulsione dopo appena 20′ – nel match casalingo contro la Virtus Verona, poi terminato 0-2 per gli scaligeri – con prestazioni che ricalcano il suo background tecnico di assoluto livello. Suo il gol – di pregevole fattura – che porta momentaneamente in vantaggio la Pro a Monza nella sfida all’Inter Under 23. Il “6” è un voto di media, come a scuola. E, in effetti, il “ragazzo è bravo ma deve applicarsi”.
ATTACCANTI
Jean-Guy AKPA AKPRO 7: arrivato con qualche diffidenza di troppo, visto il minutaggio di fatto inesistente nel suo curriculum vitae alla Triestina, il “fratello d’arte” è il jolly offensivo che mister Michele Santoni si gioca in tutte le salse: da esterno d’attacco a “falso nove”. Si getta col sangue agli occhi su ogni pallone, aizzando la piazza del “Leonida Robbiano-Silvio Piola”. Dotato di dribbling e capacità di cross, conta 2 reti in campionato (contro Pergolettese e Alcione Milano) e altrettante in Coppa Italia di Serie C (la doppietta all’Atalanta Under 23).
Gianmario COMI 7,5: solito punto di riferimento dell’attacco leonino. Il capitano disputa 15 partite delle 19 del girone di andata, saltandone 4 per infortunio. In totale, in campionato, conta 1100 minuti. Decisivi i suoi gol, decisiva la sua presenza nello spogliatoio, minaccia continua in mezzo alle retroguardie avversarie. Cambiano i compagni di squadra e le filosofie di gioco, ma il capitano, là davanti, resta insostituibile.
Giuseppe COPPOLA 6: resta nelle retrovie per parecchio tempo. Quindi, specie dopo l’infortunio di Comi, viene impiegato per qualche partita con discreta continuità. Ha il grande merito di aprire il match interno contro la Triestina (poi vinto 3-1) prendendosi la responsabilità di trasformare il calcio di rigore del momentaneo 1-0. Resta, di fatto, un “falso nove” a tutti gli effetti e non un bomber, come peraltro già palesato la passata stagione.
Mohamed MALLAHI 6: giocatore dalle giocate estemporanee, eccessivamente discontinuo. L’ex Helmond Sport, Roda Kerkrade e Utrecht viene fin qui ricordato per i due gol-capolavoro contro le Dolomiti Bellunesi, gli unici fin qui realizzati con la Pro Vercelli. E che, di fatto, gli valgono la sufficienza. Ma non oltre. Spesso e volentieri, infatti, si incaponisce tra dribbling e giocate improbabili davvero poco utili alla squadra.
Asane SOW 7,5: scatti, dribbling, assist e gol. Tra questi, anche quello che decide il derby contro il Novara in trasferta. Tornato dall’esperienza (in prestito) nella Primavera del Torino, dimostra di essere cresciuto sia tatticamente che a livello di ritmo. Schierato sempre largo a sinistra (nel terzetto d’attacco), le sue serpentine e giocate di prima fanno impazzire i dirimpettai. Profilo che, presto, lo vedremo in categoria superiore.
Ouseynou SOW 6,5: alterna colpi di genio assoluti come il pallonetto con cui chiude la pratica Triestina, a partite da “desaparecido”. Spesso e volentieri entra con sufficienza sul pallone in fase di interdizione e questo gli costa, come minimo, mezzo voto in meno in questa particolare pagella. Il gemello di Asane, rispetto a quest’ultimo, deve ancora maturare del tutto, ma i margini di miglioramento ci sono e anche parecchio interessanti.
ALLENATORE
Mister Michele SANTONI 6: comprensibile la vera mission societaria di cui si fa primo interprete (dare spazio ai giovani, praticamente tutti di proprietà, affinché si valorizzino e possano diventare una miniera d’oro in sede di calciomercato), le ultime tre partite (compresa quella contro il Latina) sono del tutto inqualificabili. Mostra teorie e tecniche del calcio totale olandese, ma solo quando la squadra è in palla. C’è da migliorare? La risposta è Sì. Anche questo, un “6” attendista, quasi un voler buttare la palla in tribuna, che non rientra certo nelle sue filosofie calcistiche.
Lorenzo TARANTOLA, Hamza HAOUDI e Simone EMMANUELLO: sv.