Lutto

Anche Vercelli e la Pro piangono Giuseppe “Pippo” Marchioro

Nel suo curriculum di calciatore anche due campionati e mezzo con la Pro, in serie C, dal gennaio 1960 al giugno del 1962: da giovane mezzala-attaccante, disputò 83 partite, segnando 19 gol. Tra l’altro in quella Pro fu compagno di squadra di due futuri campioni d’Italia nella Fiorentina: Giovanni Pirovano e Mario Maraschi

Anche Vercelli e la Pro piangono Giuseppe “Pippo” Marchioro

Pippo Marchioro, giocatore anche del Varese e del Catanzaro, ma soprattutto allenatore (anche del Milan) che trascinò il Cesena allo storico traguardo della Coppa Uefa (stagione 1975/76) e poi la Reggina alla prima promozione in serie A (stagione ‘92/‘93) è morto oggi, novantenne, nella sua amata città di adozione, appunto Cesena, pur essendo nativo di Milano.

Nel suo curriculum di calciatore anche due campionati e mezzo con la Pro Vercelli, in serie C, dal gennaio 1960 al giugno del 1962: da giovane mezzala-attaccante, disputò 83 partite, segnando 19 gol. Tra l’altro in quella Pro fu compagno di squadra di due futuri campioni d’Italia nella Fiorentina: Giovanni Pirovano e Mario Maraschi. Esordì con la bianca casacca, il 17 gennaio 1960, a Sanremo (0 a 0) sbagliando un calcio di rigore e la sua ultima partita con la Pro fu lo sfortunato spareggio-retrocessione del 10 giugno 1962, a Novara, perso 1 a 0;contro il Saranno. Dopo quella gara fu ceduto al Varese. Atleta esemplare dall’altissimo rendimento lasciò un ricordo incancellabile nella nostra città.

E in giornata è arrivato anche il ricordo della Pro Vercelli: “F.C. Pro Vercelli 1892 apprende con profondo dolore la notizia della scomparsa di Giuseppe Marchioro, venuto a mancare all’età di 90 anni. Attaccante e mezzala di grande qualità, Marchioro vestì la maglia della Pro Vercelli tra il 1959 e il 1962, lasciando un ricordo indelebile nella storia delle Bianche Casacche. Tutta la famiglia della Pro Vercelli si stringe con affetto ai familiari e alle persone care di Giuseppe, partecipando al loro dolore. Ciao Pippo, resterai per sempre nella storia delle Bianche Casacche”.
Enrico Demaria