In Via Cavour

Stop armi e migliore sanità: domenica raccolta firme per il referendum

Per tutta la giornata sarà possibile firmare per i tre quesiti proposti da Generazioni Future

Stop armi e migliore sanità: domenica raccolta firme per il referendum
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Nella foto Michelangelo Catricalà con Ugo Mattei in occasione del lancio a Vercelli del referendum no armi, più sanità.

Domenica 14 maggio in via Cavour ci sarà un gazebo per la raccolta firme a favore della proposta di referendum "Stop invio armi e per una migliore sanità pubblica".

Il referente vercellese

A organizzare la raccolta è il Consiglire Comunale Michelangelo Catricalà, per conto del Comitato che sta spingendo il referendum.

"Il noto giurista Ugo Mattei. che è stato mio ospite in precedenza - dichiara Catricalà - mi ha chiesto di essere il referente vercellese di questa iniziativa e ho accettato volentieri: non mi sono mai espresso sui social a riguardo, lo faccio ora con i fatti. Ovviamente vi aspettiamo numerosi dalle 10 fino alle 18 circa in via Cavour a Vercelli, muniti di documento di identità".

Leggi l'articolo con le dichiarazioni di Mattei.

I motivi dei tre quesiti proposti

“La logica che riunisce le due istanze referendarie (per saperne di più segui il link) è evidente: visto e considerato che spesso si è ricorsi all’intervento dei privati nella gestione della sanità, motivando tale scelta politica in ragione dell’assenza di soldi pubblici da destinare al sistema sanitario, è chiaro che impedendo di devolvere denaro a scopi militari, si ritaglia una somma spendibile per la salute di tutti i cittadini, in maniera da cancellare ogni alibi volto a sacrificare salute e vite umane in nome del motivo reale per cui si fomenta la guerra: il profitto che da ciò ricavano pochi privati. È chiaro, però, che non si tratta che di un esempio per il reimpiego di questi soldi salvati e che va respinta ogni lettura opportunistica e falsata, che voglia porre un confronto tra noi e loro; confronto che è disgustoso tanto quanto la guerra. Si tratta, piuttosto, di ammonire la politica di partito, affinché rammenti che essa non esiste al di fuori di noi, cittadini e, ben prima, esseri umani".
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