Lavori pubblici

Fragapane (PD): “Progetto definitivo condiviso per Piazza Cavour? Sicuramente non con noi…”

Il capogruppo al consiglio comunale spiega: "Il progetto parte già in ritardo rispetto alle premesse, con una conclusione prevista al 30 aprile 2027, quando in origine si parlava di lavori conclusi entro Natale: così non sarà, con tutte le conseguenze del caso".

Fragapane (PD): “Progetto definitivo condiviso per Piazza Cavour? Sicuramente non con noi…”

“Nel corso del consiglio comunale di ieri, giovedì 28 maggio, abbiamo appreso che l’Amministrazione ha un progetto definitivo per Piazza Cavour. Finalmente, dopo mesi in cui abbiamo dovuto assistere ad uno pseudo-cantiere fermo, ad occupare un angolo del luogo più noto della città. Un progetto che loro continuano a descrivere come ampiamente condiviso: sicuramente non con noi”. Così Alberto Fragapane, capogruppo del Partito Democratico al consiglio comunale di Vercelli.

Il quale prosegue: “L’unico incontro ufficiale aperto a consiglieri e commercianti è stato fatto dopo l’estate e senza alcuna decisione definitiva presa o alcun seguito concreto in altre riunioni. Da lì in poi nulla, se non una discussione portata da noi in aula, articoli di giornale o incontri informali. Il progetto parte già in ritardo rispetto alle premesse, con una conclusione prevista al 30 aprile 2027, quando in origine si parlava di lavori conclusi entro Natale: così non sarà, con tutte le conseguenze del caso. Un progetto che noi avremmo finanziato maggiormente – rinunciando ad opere non altrettanto urgenti – e condiviso realmente con la città, con tempi chiari e definiti. Ma governano loro e, come è giusto che sia, decidono loro. Che però il Sindaco non pretenda da noi un cambio di atteggiamento e una rinuncia al ruolo di critica, perché così non sarà. Su questo e su altri temi, come l’uso del glifosato. Sempre ieri, la giunta ha ammesso che la ditta – scelta da loro – ha usato questo prodotto per la cura del verde in una giornata così ventosa che loro stessi avevano suggerito di non recarsi nemmeno nei parchi pubblici, per ragioni di sicurezza. Questo episodio dovrebbe far accendere un campanello d’allarme su una scelta – quella di reintrodurre prodotti potenzialmente dannosi per salute e ambiente – che nemmeno loro possono controllare pienamente. Continuano invece ad andare avanti, senza che nemmeno vi sia ancora un cronoprogramma chiaro su luoghi e date dei trattamenti. Del resto, per fare un passo indietro ci vorrebbe umiltà e consapevolezza del proprio ruolo. Caratteristiche che, a quanto pare, non sono di casa”.