Acqua pubblica

Ciclo idrico: annullato, da parte del Tar, l’affidamento diretto a Bcv Acque

La decisione, resa nota nelle ultime ore, dà ragione - salvo il capitolo dei risarcimenti danni - al ricorso presentato da Iren tramite la controllata Ireti. Il gruppo, che controlla il 60% di Asm Vercelli e gestisce il servizio nel capoluogo e in circa dieci Comuni limitrofi, contestava la scelta di un affidamento diretto senza procedura competitiva, ritenendola priva di adeguate giustificazioni economiche e tecniche sui reali benefici per gli utenti

Ciclo idrico: annullato, da parte del Tar, l’affidamento diretto a Bcv Acque

Il servizio idrico in provincia di Vercelli, Biella, nel Casalese e in Valsesia torna al punto di partenza. Il Tar del Piemonte ha infatti cancellato il provvedimento firmato dal commissario ad acta Andrea Fluttero che attribuiva per trent’anni la gestione unitaria dell’acqua a Bcv Acque, la società interamente pubblica nata dalla fusione di Cordar Biella, Cordar Valsesia, Am+ di Casale e Valenza e Sii.

La decisione, resa nota nel pomeriggio di lunedì, dà ragione – salvo il capitolo dei risarcimenti danni – al ricorso presentato da Iren tramite la controllata Ireti. Il gruppo, che controlla il 60% di Asm Vercelli e gestisce il servizio nel capoluogo e in circa dieci Comuni limitrofi, contestava la scelta di un affidamento diretto senza procedura competitiva, ritenendola priva di adeguate giustificazioni economiche e tecniche sui reali benefici per gli utenti.

I giudici amministrativi hanno condiviso l’impostazione: secondo il Tar, il commissario si sarebbe limitato a ratificare l’indirizzo politico espresso dalla quasi totalità dei sindaci dell’Ambito, Vercelli esclusa, e a fondarsi su un parere finanziario relativo alla sola tenuta bancaria dell’operazione. Sarebbe stato invece ignorato il parere tecnico, che indicava come soluzione più vantaggiosa quella della società mista pubblico-privata, dove la gestione operativa resta in mano al partner industriale.

Per i magistrati, la valutazione sui vantaggi per la collettività derivanti dalla formula in house avrebbe dovuto precedere e motivare la scelta, e non essere redatta solo successivamente per giustificarla. Sul medesimo provvedimento aveva presentato ricorso anche il Comune di Vercelli, socio di minoranza in Asm.

Nel frattempo, nei diciotto mesi trascorsi tra l’atto del commissario e la pronuncia del Tribunale, Bcv Acque aveva già avviato l’accorpamento del personale, l’unificazione degli uffici e dei servizi e messo in cantiere nuovi investimenti, così come aveva continuato a fare Asm. La sentenza azzera di fatto tutto e riapre una partita che si pensava chiusa, con gli stessi interrogativi di inizio 2024.