La Pro Vercelli ha fatto di tutto, venerdì sera, per battere il record negativo casalingo di tutti i tempi (eguagliato la stagione scorsa con l’Arzignano), ma non ce l’ha fatta. Una miracolosa (l’ennesima) e dunque malaugurata, se l’intento era questo, parata di Livieri ha contenuto il passivo in soli cinque gol a zero. Una figuraccia storica (Rapallo e Arzignano i precedenti), ma almeno abbiamo evitato l’onta del punteggio tennistico.
A questo punto sarà il caso di rivolgersi direttamente a Ludovic Deléchat, il presidente dei due 0 a 5 interni più ravvicinati nella storia della Pro (quello col Rapallo risaliva alla stagione ‘64/‘65) che, nel febbraio di quest’anno, si espresse così: “Servirà tempo ed il processo sarà graduale, ma la direzione intrapresa è chiara. Siamo assolutamente ambiziosi”. Il termine “ambiziosi” incuriosisce. Basta capirsi: essere “ambiziosi” significa costruire un squadra senza centrocampo? Perché la sua “accademia” o “cabina di regia” olandese che, ad agosto, ha deciso di dare il via libera alla squadra per un campionato “ambizioso” senza preoccuparsi di dotare l’organico di un centrocampo strutturato per un torneo difficile come il nostro forse ha preso una cantonata. La carenza è evidente a tutti: abbiamo nel settore nevralgico della formazione giocatori fuori ruolo o spaesati, questa cosa o nel corso della singola partita o alla lunga ci porta inevitabilmente verso il naufragio.
La squadra “non è a posto così”. Lei è svizzero e dunque lo scriviamo in francese e in tedesco affinché non ci siano dubbi interpretativi: “L’équipe ne va pas bien telle qu’elle est”. “Die Mannschaft funktioniert so, wie sie ist, nicht gut”. E visto che nella struttura societaria c’è una quota importante legata alla Cina, lo ripetiamo anche in cinese: “Zhè zhī duìwǔ mùqián de zhuàngtài bìng bù lǐxiǎng”. Infine un messaggio diretto in olandese a chi ci ha capito ben poco ad agosto: “Dit team is er op dit moment niet best aan toe”.
Morale: aggiustare il centrocampo non sarà forse sufficiente (anche la difesa non è per usare un eufemismo a prova di bomba), ma migliorerà la situazione. Quindi a gennaio si torni sul mercato con un paio di scelte oculate, non con i “pacchi” confezionati dai procuratori, oppure si vada subito sugli svincolati. L’alternativa è la serie D diretta. Altro che torneo ambizioso.
Enrico De Maria