Calcio Csi

Il saldo negativo del Csi 2026-27: da 22 a 16 squadre. Come cambierà il calcio amatoriale vercellese

Tra fusioni, rinunce, carenza conclamata di dirigenti "di buona volontà" e quell'assenza dal tempio del "Piola" che perdura ormai da tre anni

Il saldo negativo del Csi 2026-27: da 22  a 16 squadre. Come cambierà il calcio amatoriale vercellese

Da 22 a 16 squadre. A oggi, il plotone di formazioni che parteciperanno al prossimo campionato di Csi Vercelli 2026-2027 presenta un sostanzioso saldo negativo di “-6”. “Qualche club ha cessato la propria attività, qualche altro ha unito le forze con fusioni volte a conservare competitività e solidità. Perché, per divertirsi, serve anche qualche certezza all’interno dei propri organici. E’ il nostro caso con Piemonte Sport e Polisportiva Rivese che hanno deciso di unire i propri intenti sportivi diventando ‘Piemonte Sport Rivese'”, spiega Andrea Moscatelli, nella duplice veste di vicepresidente del nuovo sodalizio (che disputerà le proprie partite casalinghe nell’impianto sportivo “Ugo Ferrante” di corso Rigola) e membro del consiglio direttivo del Comitato Csi di Vercelli. Ma occorre fare un passo indietro e analizzare la situazione generale: “Le conferme della passata stagione – prosegue Moscatelli -, a livello burocratico, sono Livorno Ferraris, Real Saluggia, Candelo, Alice Castello, Villata, Warriors Fontanetto, Borgo d’Ale, Martinese (che inizialmente sembrava orientata a trasferirsi nel Pavese, salvo poi scegliere di proseguire nel campionato vercellese, ndr), Crova, Madonnina, Sangermanese, Stroppiana, Popolo Club e Desana. Quindi, detto della fusione tra Piemonte Sport e Rivese, ce n’è un’altra già ufficiale, anche se è formalmente improprio definirla tale: il Celtic ha cessato la propria esistenza e l’intero gruppo squadra è confluito nel Castigliano”. E la rosa del Castigliano 2025-2026? Quella, per chiudere il cerchio, si è trasferita in massa alla Sangermanese, scelta – stante le intenzioni del club granata di via Oberdan – per via del fatto che molti di quei ragazzi risiede proprio nei paraggi di San Germano Vercellese.

Aggiunge Moscatelli: “Non si iscriveranno più l’Atletico Pezzana detentore della Coppa Csi, i cui pochi giocatori che volevano continuare l’attività si sono trasferiti a Stroppiana, la ⁠Rinascente Bianzè e il ⁠Costanzana, che si è spostato in Terza categoria. Attendiamo invece notizie precise sugli intendimenti relativi all’Aquila. Giovedì 27 agosto, in Seminario, è in programma la riunione del Direttivo, in cui si avrà l’elenco ufficiale delle partecipanti: verrà stilato il regolamento e presumibilmente composti i gironi (si va verso la scelta, in evitabile, di 2 raggruppamenti da 8, ndr). La settimana successiva, invece, ci sarà l’assemblea delle società in cui verrà comunicata ufficialmente la data di inizio del campionato”.  In un’analisi finale della sensibile riduzione di squadre partecipanti, certamente occorre specificare che non esiste un solo motivo per spiegare il fenomeno. Sicuramente c’è una carenza ormai conclamata di dirigenti di buona volontà (sempre meno) prima ancora di disponibilità di giocatori. Altrettanto certamente – ma questo è fattuale, nessuno se la prenda – non ha inciso positivamente l’assenza dal “Piola” (per varie ragioni, non dipendenti dall’organizzazione del Comitato) per la kermesse finale, da ben tre anni a questa parte. Lo stadio “Roberto Picco” di Trino è stata una casa accogliente e ben strutturata, un rifugio sicuro per il pallone più bello, quello appunto amatoriale. Ma il tempio del calcio vercellese in via Massaua – è evidente – ha tutt’altro appeal. Ovviamente non c’è solo questo sul banco. Qualche diritto a fare considerazioni sulla tematica pensiamo di averlo acquisito, essendo Notizia Oggi Vercelli la realtà editoriale che ha seguito le vicende del Csi vercellese con cronache da calcio professionistico da quasi 25 anni: in questo senso, ci permettiamo di dire, ci sarebbe qualcosa da rivedere in merito al format del torneo. Soprattutto nella seconda fase, in cui, sia nei playoff scudetto che soprattutto nell’ambito della Coppa, se – ad esempio – una squadra sbaglia qualcosa nelle prime due partite, rischia di giocarne parecchie altre senza alcuno scopo di graduatoria. Insomma, di carne al fuoco ce n’è e parecchia. E le prossime riunioni di Comitato serviranno a programmare una stagione di calcio amatoriale che sappia far tornare l’entusiasmo dei vecchi tempi.