Cultura

Museo Borgogna, primo semestre da record: visitatori anche dalla Tailandia

Un semestre intenso e partecipato. È il bilancio tracciato dal presidente della Fondazione Museo Borgogna di Vercelli, Pier Paolo Forte, che sottolinea «con estrema soddisfazione» i risultati dei primi sei mesi del 2026. Una stagione ricca di proposte innovative che hanno portato in museo pubblico affezionato e «volti nuovi», non solo piemontesi e italiani

Museo Borgogna, primo semestre da record: visitatori anche dalla Tailandia

Un semestre intenso e partecipato. È il bilancio tracciato dal presidente della Fondazione Museo Borgogna di Vercelli, Pier Paolo Forte, che sottolinea «con estrema soddisfazione» i risultati dei primi sei mesi del 2026. Una stagione ricca di proposte innovative che hanno portato in museo pubblico affezionato e «volti nuovi», non solo piemontesi, sempre più fidelizzati alle attività del Borgogna.

Cuore della programmazione «L’Arte si fa sentire»: più di 40 appuntamenti da gennaio a inizio agosto. Spazio alle pause pranzo culturali con «Un caffè con…», quattro incontri con approfondimenti su opere anche recuperate dai depositi, chiusi con caffè offerto da Andreana Fashion Gallery e dolci di Ecorì e salati di Riso Scotti. Molte le visite guidate a tema, condotte anche dalle giovani volontarie del Servizio Civile del progetto «Mus-on». E ancora musica: sei concerti della Società del Quartetto, che ha nel Borgogna una delle sue sedi storiche dal 1950.

Protagonista anche la danza contemporanea, grazie al partenariato con la Fondazione Egri per la Danza. In scena produzioni della compagnia torinese e ospiti nazionali come i danzatori di Twain Physical Dance Theatre e della Compagnia Fabula Saltica per «Ipuntidanza». Performance molto seguite per il dialogo diretto tra corpo, opere e pubblico, anche dei più giovani.

Tanti gli eventi speciali. Dalle presentazioni di volumi prestigiosi, come quello su Matthias Grünewald a cura del prof. Edoardo Villata, a «Arte, artigianato, paesaggio» con Confartigianato Piemonte Orientale. Fino al confronto sui furti d’arte con «Cultura sotto attacco» di Silvio Mele. Serata di rilievo anche il dialogo tra la conservatrice Cinzia Lacchia e l’Arcivescovo di Vercelli, mons. Marco Arnolfo, in «Nel tempo della vita», con il sostegno di Rotary Sant’Andrea, Soroptimist Vercelli e Inner Wheel Santhià Crescentino.

A giugno il Museo ha ospitato le due giornate della CGIL Vercelli Valsesia per il 120° anniversario della conquista delle 8 ore in risaia, introdotte dal vice-presidente Francesco Natalini. Il Borgogna è entrato anche in tv con la prima puntata di «In comune» su Sky Arte, con l’intervento del consigliere Paolo Pomati, e in un videoclip di presentazione dell’album «Cannibale» del musicista Dessì.

Grande attenzione ai giovani. Siglata la convenzione con l’Istituto Lagrangia di Vercelli per percorsi e laboratori su streghe, affresco e «Silent reading» con il Rotaract. Molti studenti hanno poi chiesto di svolgere il tirocinio formativo in museo: 33 accolti nel 2026, più un dottorando UPO e una stagista dell’Università Cattolica di Milano. Possibile grazie a «Volontariato liquido» di CSV e Comune di Vercelli e alle collaborazioni con Cavour, UPO, Università di Torino e IULM. Lo staff, selezionato dall’Ufficio Scolastico Regionale, ha inoltre proposto due laboratori alla Scuola estiva 0-6 curati da Alessia Meglio e Giulia Enrico. Per famiglie e bambini confermati i pomeriggi di «Giochi d’Arte» e il primo weekend «in famiglia» di luglio, con percorso a tappe ideato da Giulia Enrico.

Di particolare impatto il progetto di danzaterapia clinica «DanzArte in Museo» con l’Associazione Amici Parkinsoniani e il Lions Club Vercelli. Quattro laboratori condotti da Patrizia Virtuoso e Cinzia Lacchia per utenti, volontari e caregiver.[rapia]

È proseguita intanto l’attività scientifica. Prestiti a mostre a Firenze, Milano, Torino, Carrara e Brescia e restauri delicati. Tra questi, tre ceramiche di Delft restaurate grazie a «Donne & Riso», che hanno permesso un nuovo allestimento con l’ingresso del «Violino di Delft». Il patrimonio si è arricchito anche con la donazione di due opere di Ambrogio Alciati, che saranno presentate con un evento dedicato.

La Sala Araba è andata in tour con il volume su Giuseppe Parvis: dopo Pisa e Milano nel 2025, tra maggio e giugno Cinzia Lacchia l’ha presentata al Museo Egizio di Torino e a Vigevano. Prestigiosa anche la partecipazione alla giornata di studi sul fondo Angelo Morbelli alla Pinacoteca del Divisionismo di Tortona.

Novità in organico: assunta Marta Rossini, ex volontaria del Servizio Civile. E i numeri parlano di un pubblico sempre più internazionale: visitatori da Thailandia, Nuova Zelanda, Brasile, Russia, Australia, Stati Uniti ed Europa sono arrivati per scoprire il lascito di Antonio Borgogna. «Una casa-museo che in oltre 100 anni si è accresciuta grazie al lavoro di chi l’ha diretta, ultimo il presidente Francesco Ferraris, scomparso il 1° settembre 2025», ricorda Forte.

Il 27 luglio, per il 204° compleanno del fondatore, il Museo ha regalato alla città una serata a ingresso libero con giochi di luce e percorso suggestivo ideato dallo staff: Moreno e Stefania Greco, Cinzia Lacchia, Giulia Enrico, Alessia Meglio e Marta Rossini.

Forte ringrazia il Consiglio di Amministrazione — Marco Borgogna di Capriasco, Pier Giorgio Fossale, Gianni Mentigazzi, Serena Mormino, Francesco Natalini, Paolo Pomati — e i sostenitori: Comune di Vercelli, Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli e tutti i donatori, anche tramite Art Bonus.

Ora una pausa di qualche settimana. A settembre si riparte con Risò e la collaborazione con l’azienda agricola GliAironi di Lignana, il festival #ogniluogoèunteatro e nuovi eventi per «accogliere un pubblico sempre più ampio e attento».