Un vercellese a Sanremo 2: post esordio con primi pareri e vita sanremese

Dal nostro corrispondente, aspettando la seconda serata.

Un vercellese a Sanremo 2: post esordio con primi pareri e vita sanremese

Quando leggerete queste righe la prima serata del Festival sarà già in archivio.
Inutile quindi dilungarsi sulle pagelle dei pezzi e sui giudizi riguardo le singole canzoni o il look dei loro interpreti.
Ne avrete (probabilmente) già fin sopra i capelli!
Però un’opinione personale ci sta ed è doverosa.

La prima del Sanremo 2026 mi ha ricordato un po’ i colloqui scolastici della mia gioventù, con certi professori che, per non infierire sui risultati deludenti degli studenti, con aria contrita si rivolgevano laconicamente ai genitori dei medesimi con la frase “… il ragazzo è sicuramente dotato, potrebbe fare meglio se solo si impegnasse di più…”
Ecco, la serata di ieri al di là della lunghezza chilometrica ha dato a tratti l’impressione di una macchina festivaliera ancora un po’ imballata e fuori giri.
Esibizioni sparate con la fionda (dopotutto il parterre di trenta artisti non poteva prevedere altrimenti) e presenza scenica dei conduttori ridotta ai minimi termini, con il possente Can Yamal che, a fianco di Carlo Conti, ricordava più la guardia del corpo del presentatore che un effettivo co-conduttore della manifestazione!

Ed allora, oltre a prendere atto della prevedibile top five di fine puntata (Arisa, Ditonellapiaga, Serena Brancale, Fulminacci e Fedez & Masini), mi riservo un secondo ascolto per poter indicare il mio personalissimo cartellino (cit. Rino Tommasi).
Di primo acchito al quintetto di cui sopra, tra i possibili favoriti aggiungerei anche Sal Da Vinci, LDA & Aka 7even, Sayf, Tredici Pietro e Luchè.

Purché sia gratis

Fuori dall’Ariston, in Corso Matteotti, la direttrice centrale della città che porta da Piazza Colombo al Casinò, la folla delle grandi occasioni.
E code ovunque.
Per passare attraverso i contestatissimi tornelli con annessi metal detector, disseminati sul limitare di ogni area sensibile.
All’esterno degli hotel, con gente di ogni età ad attendere di poter finalmente documentare la propria presenza in Riviera con un selfie cannibalizzato in fretta e furia a favore di social.
E soprattutto in corrispondenza dei vari truck dei main sponsor della manifestazione che distribuiscono (gratuitamente) le loro produzioni…
Ma se è comprensibile l’assembramento alla postazione di una importante casa cioccolatiera o a quella di un aperitivo di successo, lo è meno per la location di Pechino Express dove, a sorteggio, si offrono assaggi di sangue di maiale con ciccioli, cracker di farina di grillo, zampe di gallina rosolate, lingue di mucca essiccate e tante altre prelibatezze del genere (vedi ruota della fortuna in gallery).
Insomma… purché sia gratis, non si guarda in faccia (e nel palato) a nessuno!

Stasera… che sera!

Per restare in tema musicale, prendiamo in prestito il titolo della hit che nel lontano 1976 consacrò i Maria Bazar, per presentare il programma della seconda serata del Festival.

L’impianto del mercoledì dovrebbe risultare più agile e coinvolgente rispetto a quello dell’esordio, non fosse altro per il dimezzamento degli artisti in gara.

I quindici che si esibiranno stasera all’Ariston saranno (in ordine alfabetico): Bambole di Pezza, Chiello, Dargen D’Amico, Elettra Lamborghini, Enrico Nigiotti, Ermal Meta, Fedez & Masini, Fulminacci, J-Ax, LDA & Aka 7even, Levante, Nayt, Patty Pravo e Tommaso Paradiso.

All’esordio la sfida tra le Nuove Proposte con il doppio confronto Niccolò Filippucci vs Blind, ElMa & Soniko e Mazzariello vs Angelica Bove.
I due artisti più votati di ciascun duello accederanno alla finale.

Ad affiancare il duo Conti-Pausini, sul palco un trio che sulla carta promette scintille e buonumore: la bellissima Pilar Fogliati, lo spassoso Lillo ed il carismatico Achille Lauro.

In piazza Colombo esibizione di Bresh, mentre sulla Costa Toscana consueto show di Max Pezzali.

Anche per oggi da Sanremo è tutto… a voi la linea!

Ottavio Pisani