Massimo Ranieri: Un Volo Senza Fine al Teatro Civico

Due ore di canzoni e spettacolo puro al Teatro Civico, con una super band ad accompagnarlo.

Massimo Ranieri: Un Volo Senza Fine al Teatro Civico

Una serata straordinaria quella vissuta ieri sera al Teatro Civico: Massimo Ranieri si è confermato un’icona intramontabile della musica leggera italiana. Con lo show “Tutti i sogni ancora in volo”, l’artista non si è limitato a cantare, ma ha interpretato la propria arte con una maestria e una fisicità travolgenti.

Pura energia sul palco

Sul palco Ranieri è pura energia: si muove con un’agilità invidiabile, usando il corpo per dare forza a ogni parola in una performance che fonde la tradizione del varietà napoletano con la potenza delle grandi produzioni internazionali. Accompagnato da una band d’eccellenza, ha trasformato il teatro in un luogo magico, dove il racconto della sua vita si è intrecciato armoniosamente con la musica, conducendoci in un viaggio attraverso i suoi più grandi successi.

In questo percorso autobiografico, ha voluto rendere omaggio ai maestri che hanno segnato il suo percorso: ricordando con emozione Bruno Lauzi, con la canzone “La mia mano a farfalla”, svelando come il brano fosse nato originariamente come una delicata poesia; un pensiero è andato a Giorgio Strehler, il suo grande maestro, che gli ha trasmesso “l’arte della fatica” e il rispetto profondo per il rigore teatrale.

Una lunga avventura

L’avventura di Ranieri, inizia nel 1966, partecipando a Canzonissima con il brano “L’amore è una cosa meravigliosa”, da allora come lui stesso racconta ha interpretato moltissime canzoni, molte delle quali dedicate all’amore, con un sorriso complice ha confessato: “Nonostante i miei 75 anni, sogno ancora di innamorarmi”. Questa autenticità spiega come sia riuscito, nel corso della sua carriera, a conquistare anche il pubblico più giovane, come dimostrato nella serata di ieri, presenti in gran numero tra le poltrone del teatro. Lo spettacolo è stato un susseguirsi di vette emotive.

Pubblico entusiasta

Il pubblico si è infiammato sulle note di “Se bruciasse la città” e “Rose rosse”, fino a toccare il culmine con l’intensità di “Perdere l’amore”. Quando il sipario sembrava essersi chiuso definitivamente, Ranieri ha sorpreso tutti tornando in scena per altri due brani.

Il vero congedo è arrivato sulle note travolgenti di “Tu vuò fà l’americano”: tra passi di danza e un’energia vulcanica, ha presentato la sua straordinaria band, composta da: Seby Burgio pianoforte, alle tastiere e voce Giovanna Perna, al basso Pierpaolo Ranieri, alla batteria Luca Trolli, alle percussioni Arnaldo Vacca, alle chitarre Andrea Pistilli e Tony Puja, violino e voce Valentina Pinto e una nuova sessione di fiati con al sax Max Filosi, la voce e il sax di Cristiana Polegri.

Infine ha salutato la sala, dopo aver intrattenuto il suo pubblico con uno show di più di due ore, tra nuove composizioni e perle del passato. Massimo Ranieri lascia il segno non solo come cantante, attore e showman, ma come un eterno sognatore che continua a volare alto.

Caterina Contato