Sabato 24 gennaio alle ore 21, biglietti acquistabili da Dosio Music, in teatro o su anyticket.it, il Teatro Civico si prepara ad accogliere Filippo Caccamo con un suo nuovo attesissimo spettacolo, “Fuori di tela”, primo appuntamento della stagione del Contato del Cavnavese.
Ironia sull’Arte
Dopo il travolgente successo de “Le Filippiche”, che aveva incantato il pubblico con l’ironia tagliente sul mondo della scuola, l’artista lodigiano torna con una proposta, capace di unire la comicità alla sua più grande passione: l’arte, Filippo è infatti laureato in Storia e Critica dell’Arte.
In questo nuovo progetto, Caccamo utilizza l’arte come lente d’ingrandimento per osservare la nostra vita quotidiana. I grandi capolavori del passato smettono di essere icone immobili per trasformarsi in uno specchio dinamico del nostro presente.
Imparare a ridere dei nostri difetti
Attraverso dialoghi serrati e divertenti, supportati da una scenografia d’effetto, conduce lo spettatore in un viaggio dove i musei diventano luoghi familiari.
L’obiettivo è imparare a ridere dei nostri difetti, non più visti come colpe, ma come pennellate essenziali che contribuiscono a creare l’opera perfetta che è la nostra esistenza. Un invito a smettere di rincorrere una perfezione irreale per godersi, finalmente, il meglio della vita.
Il pubblico ha ancora vivo il ricordo del precedente tour, “Le Filippiche”, che aveva celebrato la consacrazione dell’artista come voce narrante del mondo della scuola. In “Fuori di tela” ha saputo mantenere lo stesso spirito ironico portandolo però su un piano più universale e poetico. Filippo ci porta a guardare il mondo con occhi diversi: davanti ai tagli di Lucio Fontana, ci invita a riflettere su come uno squarcio possa diventare un’opportunità di visione oltre il limite; invece con il realismo di Caravaggio, mette a nudo le luci e le ombre dei nostri difetti, mostrandoci come ogni “imperfezione” sia in realtà una pennellata necessaria in quell’opera perfetta che è la vita.
Un successo nato fra i banchi di scuola
Il successo di Filippo non è un caso, ma il frutto di una “svolta” coraggiosa, dopo anni passati tra i banchi come insegnante di scuola media, ha scelto di portare la sua quotidianità sui social, raccontando la scuola con gli occhi di chi la viveva dall’interno. Questa sua autenticità gli ha permesso di conquistare milioni di follower, per poi calcare i palchi più prestigiosi come quelli di Zelig e Colorado. Caccamo è noto anche come autore, al suo attivo due pubblicazioni: “Vai tranquillo” (2019); un ritratto ironico e amaro degli anni universitari e “Maledetta prima ora” (2024); il diario semiserio di un supplente, che racchiude l’essenza della sua esperienza tra i banchi. Vercelli si appresta dunque a riabbracciare un artista che ha saputo trasformare il “disordine” della vita quotidiana in un’autentica forma d’arte.
Caterina Contato