Livio Berruti, uno dei più grandi atleti di tutti i tempi, medaglia d’oro nei duecento piani alle Olimpiadi di Roma nel 1960, è morto oggi – domenica 9 agosto, in una clinica privata di Torino – all’età di 87 anni. Era nato il 19 maggio del 1939 a Torino, ma ha trascorso tutta la giovinezza a Stroppiana (in cui gli era pure stato intitolato l’impianto sportivo), in casa dei nonni materni, dove aveva ancora un’abitazione. Lascia la moglie, Livia Balma, che aveva sposato 28 anni fa. I funerali verranno celebrati in forma strettamente privata.
Quattro anni dopo l’impresa storica di Roma, in cui eguagliò per due volte il record del mondo, 20” e 5, in semifinale e poi in finale, a Tokyo arrivò quinto, primo degli europei. Laureato in Chimica, nella vita ha avuto ruoli importanti in Fiat, dove ha anche retto le pubbliche relazioni e l’ufficio stampa. Era spesso presente alle conviviali del Panathlon vercellese di cui era socio onorario. Con la sua scomparsa se ne va una vera leggenda dello sport italiano.
Enrico Demaria
