Verso le iscrizioni: a Coverfop si parla di intelligenza artificiale, di robot e di cura di sé

Paola Grasso e Petra Timpanaro raccontano i tre indirizzi IeFP. Primo Open Day venerdì 11 dicembre alle 16.30

Verso le iscrizioni: a Coverfop si parla di intelligenza artificiale, di robot e di cura di sé
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Paola Grasso

Petra Timpanaro

 

Sabato mattina, al Complesso San Giuseppe di piazza Sant’Eusebio, la giornata provinciale dell’orientamento si è rivolta ai ragazzi di seconda e terza media e alle loro famiglie. Per Coverfop è il primo passo verso le iscrizioni al prossimo anno formativo. Abbiamo chiesto a Paola Grasso, responsabile degli indirizzi Informatica e Automazione, e a Petra Timpanaro, coordinatrice dell’indirizzo Estetica, che cosa diranno a chi sta per decidere.
Informatica: dell’intelligenza artificiale parlano tutti. Che cosa cambia per un ragazzo di quattordici anni?
«Cambia la velocità, il modo in cui si impara, si crea e si guarda al proprio futuro professionale» risponde Paola Grasso. «La risposta arriva direttamente dalle aziende con cui ci confrontiamo ogni giorno. Le imprese non cercano più solo esecutori di codice o tecnici che applicano nozioni a memoria: l’IA automatizza già gran parte delle operazioni ripetitive. Servono tecnici che sappiano configurare questi sistemi e accorgersi quando sbagliano, che siano in grado di governare questi strumenti, di integrare la logica di programmazione con il pensiero critico, la risoluzione di problemi complessi e la creatività: da noi tutto questo si impara in laboratorio provando ad ideare, prototipare e creare fin da subito con l’aiuto delle tecnologie più avanzate.
E l’Automazione?
«Nel 2025 in Italia sono stati installati 7.824 robot industriali e, per la Federazione internazionale della robotica, restiamo il secondo mercato europeo. Qualcuno deve programmarli e mantenerli: è il mestiere che insegniamo passando dalla logica dei controllori programmabili (PLC), alla robotica e alla domotica, con l’obiettivo di “governare” l’innovazione.. Il prossimo anno, con la collaborazione con IUSE e i progetti collegati, nel nostro laboratorio arriveranno i robot umanoidi. Sono ancora rari: nel 2025 nel mondo ne sono stati venduti circa settemila, contro oltre seicentomila robot industriali.»
Come si impara, in concreto?
«Facendo» dice Grasso. «Il nostro metodo è il learning by doing: si parte da un problema vero, si prova, si sbaglia, si corregge. Con l’intelligenza artificiale questo conta ancora di più, perché lo strumento risponde sempre, anche quando ha torto. Insegniamo a usarla e, allo stesso tempo, a dubitarne. Un tecnico che non sa verificare quello che la macchina gli propone è un tecnico a metà. Per questo non trascuriamo le materie di base, dall’italiano all’educazione civica: chi lavora con le tecnologie deve saper scrivere una relazione e capire le conseguenze di quello che fa.»
Estetica: perché sceglierla oggi?
«Perché l’estetica oggi è una vera e propria forma d’arte» dice Petra Timpanaro. «Richiede precisione, senso del bello e capacità di ascoltare le persone. Scegliere questo indirizzo significa trasformare una passione in una professione solida e super richiesta. Nei corsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) le due parole d’ordine sono conoscenza e pratica: ci si immerge da subito nello studio e nei nostri moderni laboratori tecnici che sembrano veri e propri centri estetici; nei quattro anni previsti dal percorso si apprendono i segreti del make-up, della cura della pelle, dei massaggi e delle ultime tendenze del settore beauty.»
Molti la immaginano come una scuola leggera. Lo è?
«No, e lo diciamo subito alle famiglie. Accanto alle materie comuni, italiano, matematica, inglese, storia, si studiano anatomia e fisiologia della pelle, chimica dei cosmetici, igiene e sicurezza. Chi lavora sul corpo di un’altra persona deve sapere che cosa sta facendo, e perché. Le ore di laboratorio sono tante e la precisione si conquista ripetendo, con pazienza. Le allieve che arrivano in quarta lo sanno bene: servono costanza e quattro anni di lavoro vero.»
E il lavoro?
«Gli sbocchi sono più larghi di quanto si pensi. C’è il centro estetico, certo: tra il 2023 e il 2025, secondo Unioncamere e InfoCamere, le imprese artigiane di estetica sono cresciute del 10,4%, oltre 4.600 in più, con le imprese femminili in testa. Ma c’è anche chi finisce dietro le quinte. Il trucco scenico, per il teatro, il cinema, la televisione e le sfilate, è un mestiere a sé: si lavora sotto le luci di scena, con i tempi stretti di un cambio tra un atto e l’altro, con attori che devono invecchiare di trent’anni in una seduta. Richiede una specializzazione ulteriore, ma la base si costruisce qui, e la stessa riforma riconosce il truccatore come figura professionale. Tra le nostre ex allieve c’è chi ha aperto un centro e chi lavora come truccatrice e intanto scrive per una rivista di moda. Quando tornano a trovarci, la prima cosa che si nota è quanto sono cresciute.»
Per tutti e tre gli indirizzi il percorso dura quattro anni: al terzo si consegue la qualifica, al quarto il diploma professionale. Poi si può proseguire verso l’ITS Academy o entrare subito nel lavoro.
Il primo Open Day di Coverfop è in preparazione per venerdì 11 dicembre, dalle 16.30, nella sede di Vercelli (piazza Cesare Battisti 9). Informazioni: 0161 502006, info@coverfop.it, www.coverfop.it.