Classi energetiche: perché contano e come leggerle

Classi energetiche: perché contano e come leggerle

Le classi energetiche sono uno degli elementi più visibili quando si acquista un elettrodomestico, ma anche uno dei più fraintesi. Servono a indicare il livello di efficienza energetica di un prodotto, cioè quanta energia consuma per svolgere le sue funzioni. Capirle correttamente aiuta a fare una scelta più consapevole, evitando di basarsi solo sulla lettera stampata sull’etichetta o su messaggi poco chiari.

Il fornitore di energia elettrica: una premessa importante

Quando si parla di classi energetiche, l’attenzione si concentra spesso solo sull’elettrodomestico, ma l’efficienza va letta insieme al costo dell’energia elettrica. Un apparecchio che consuma poco consente di risparmiare davvero solo se abbinato a un fornitore con tariffe adeguate alle proprie abitudini. In questo contesto, realtà come VIVI energia, che propone diverse soluzioni tariffarie pensate per rispondere alle esigenze dei consumatori, possono aiutare a gestire meglio la spesa energetica. Valutare con attenzione il proprio contratto di fornitura aiuta quindi a dare un senso concreto ai dati riportati sull’etichetta e a stimare meglio la spesa nel tempo.

La nuova etichetta energetica europea

Negli ultimi anni l’Unione Europea ha introdotto una nuova etichetta energetica per rendere le informazioni più chiare e confrontabili. La vecchia scala, che includeva categorie come A++ o A+++, è stata eliminata. Oggi la classificazione va da A a G, con criteri più severi. Un elettrodomestico in classe C o D, che in passato sarebbe stato considerato mediocre, può avere in realtà buone prestazioni in base agli standard attuali.

Perché la classe A è rara

Molti consumatori si chiedono perché sia difficile trovare elettrodomestici in classe A. La risposta è semplice: la classe A è stata pensata per lasciare spazio ai futuri miglioramenti tecnologici. Solo i prodotti più efficienti in assoluto riescono a rientrare in questa categoria. Questo significa che un frigorifero o una lavatrice in classe B o C non consumano necessariamente molto, ma sono valutati secondo parametri più rigorosi rispetto al passato.

Attenzione ai consumi reali

È importante specificare che la classe energetica non fornisce una rappresentazione esaustiva delle prestazioni del prodotto; infatti, l’etichetta riporta anche i consumi annui espressi in kilowattora, calcolati su un utilizzo standard. Questo dato è fondamentale, perché due elettrodomestici della stessa classe possono avere consumi diversi. Valutare il consumo annuo permette di stimare meglio l’impatto sulla bolletta e di confrontare modelli simili in modo più preciso.

Le etichette cambiano in base al prodotto

Non tutte le etichette energetiche sono uguali. Lavastoviglie, lavatrici, frigoriferi e televisori utilizzano parametri diversi, adattati al loro funzionamento. Per esempio, nelle lavatrici contano anche il consumo d’acqua e l’efficienza della centrifuga, mentre nei frigoriferi pesa molto il volume interno. Leggere l’etichetta senza considerare il tipo di elettrodomestico può portare a conclusioni sbagliate.

Il ruolo del QR code e delle schede tecniche

Sulle nuove etichette è presente un QR code che rimanda al database europeo EPREL. Scansionandolo si accede a una scheda tecnica dettagliata con informazioni aggiuntive, utili per chi vuole approfondire. Questo strumento è particolarmente utile per confrontare modelli simili e verificare che i dati dichiarati siano ufficiali e aggiornati.

Come evitare errori

Per evitare errori comuni, è fondamentale non limitarsi alla sola indicazione della classe energetica più elevata e prestare cautela nei confronti di messaggi promozionali generici relativi all’efficienza. Conviene valutare il consumo annuo, rapportarlo alle proprie abitudini d’uso e considerare la dimensione dell’elettrodomestico. Un modello molto efficiente ma sovradimensionato può consumare più di uno leggermente meno efficiente ma adatto alle reali necessità.