Gli ultimi 5 anni da sindaco sono solo la sublimazione di un impegno che, per Santhià è difficile quantificare. Nel tempo e nella sostanza. Ma Angela Ariotti ci prova comunque, nel suo ultimo anno, anzi, nel suo ultimo mese di mandato prima delle Comunali 2027, alle quali, ha già annunciato da tempo, non si presenterà. “Ho intrapreso nel 2021 il mio percorso da Sindaco dopo 10 anni da vice – spiega il sindaco uscente, classe 1949, sulle colonne di Notizia Oggi Vercelli -. In quegli anni, con le deleghe su ambiente e urbanistica, ho seguito le criticità ambientali del nostro territorio cercando di porre argini e tutele contro progetti su ampliamento discariche, termovalorizzatore A2A e discarica di amianto Acqua e Sole, senza dimenticare lo stesso amianto e rifiuti dell’ex Magliola. Il lavoro, posso dirlo, è stato immane anche perché, non essendo un tecnico, ho dovuto leggere decine di documenti. È anche vero che ho avuto l’aiuto del Movimento Valledora e di Salussola Ambiente: non potrò mai dimenticare Simonetta Magnone. Ho ottenuto risultati soddisfacenti? Spetterà dirlo a chi vivrà dopo di noi”.

E ancora: ” Sicuramente ho registrato alcune vittorie soddisfacenti e alcune sconfitte che, invece, hanno lasciato l’amaro in bocca. Sull’urbanistica posso con orgoglio dire che, finalmente, ho portato all’approvazione nel 2018 il nuovo piano regolatore e visto che le cose per farle bene, occorre farle due volte, vorrei ancora, da sindaco, portare avanti una importante variante a questo piano visto che il mondo ormai corre in fretta e sono passati 8 anni”. Quindi, la componente strettamente sociale del ruolo di primo cittadino: “Da Sindaco – sottolinea Ariotti – mi sono concentrata molto su due temi. Sull’aiuto alle persone in difficoltà e occorre ricordare che ho affrontato il dopo Covid, il periodo dell’interruzione del Reddito di cittadinanza: per carità ho sempre avuto la certezza che non fosse il giusto strumento, ma interromperlo e sostituirlo con i pochi strumenti che questo governo ha reso disponibili, ha messo i Comuni in forte difficoltà. E vorrei sfatare l’opinione di alcuni miei concittadini sull’idea sbagliata secondo cui Ariotti aiuta solo gli extracomunitari, perché non è così. Esiste una realtà diversa. In collaborazione con il Banco Solidale, con Caritas e con il nostro progetto ‘Da Famiglia a Famiglia’, gli aiuti sono arrivati spesso a nuclei monofamigliari, soprattutto quando la pensione percepita era al minimo e c’era un affitto da pagare. L’altro obiettivo è stato quello di risanare i conti di una partecipata con molti debiti e proprietaria di terreni produttivi che rischiavano di essere messi all’asta. E, anche in questo caso, a colpi di incontri, delusioni, rischi da correre, responsabilità da accollarsi, ci sono state le vendite dei terreni e i debiti sono stati pagati. E quindi ce l’ho fatta”.
Quindi, il ringraziamento alla Giunta che l’ha accompagnata: “Parlare al singolare è la cosa che mi piace di meno. Ho avuto al fianco quattro donne e quattro uomini di forte spessore che ho trovato sempre al mio fianco. Ad avere a disposizione persone così, diventa tutto meno pesante. In questi ultimi mesi sto affrontando il tema della sicurezza. Che forse, nelle nostre realtà, non è tanto sicurezza quanto garantire il controllo del territorio e far sì che il fenomeno di piccole gang di ragazzini che disturbano la vita di chi vuole starsene tranquillo seduto al parco, a volte con atteggiamenti violenti, possano essere giustamente attenzionati. Certo è che se i nostri Carabinieri, piuttosto che la Polizia Locale, devono seguire le decine e decine di pratiche amministrative, la preparazione degli eventi, le denunce, le autorizzazioni, le stesure dei verbali e così via, ecco che viene a mancare il vero controllo del territorio. E i comuni, su questo tema, vengono lasciati soli”.
Come sono stati, dunque, questi ultimi cinque anni? “Devo dire che l’esperienza da sindaco di Santhià è stata entusiasmante. A volte difficile, a volte pericolosa, ma il rimpianto è quello di non avere molti anni davanti per far sì che queste esperienze possano servirmi per fare altro…”.