Politica

La Lega vercellese dice no alla redistribuzione dei migranti

"La nostra priorità è aiutare i cittadini italiani in grave difficoltà".

La Lega vercellese dice no alla redistribuzione dei migranti
Politica Vercelli e dintorni, 20 Maggio 2021 ore 09:52

Nella foto il segretario provinciale della Lega Paolo Tiramani,

La Lega vercellese prende posizione sull'eventualità dell'arrivo di nuovi migranti sul territorio. Questo il senso di una nota firmata dal segretario provinciale Paolo Tiramani, il segretario cittadino Gian Carlo Locarni e il capogruppo in consiglio comunale Romano Lavarino,

"Ci opporremo ai bandi"

“Si apprende dal Viminale che sono ricominciati i bandi prefettizi per la cosiddetta ridistribuzione territoriale degli immigrati sul territorio nazionale. Fatto salvo il rispetto delle prefetture che intendano aprire i suddetti bandi - affermano i rappresentanti vercellesi della Lega - ci preme sottolineare come sia nostra convinzione, dettata dal buonsenso e dal momento socio-economico attuale, contingentare le risorse disponibili per aiutare i cittadini italiani gravemente in difficoltà. Sarà nostro compito, nei vari livelli istituzionali, opporci rispettosamente ma con decisione assoluta alla messa in atto di tali bandi, intesi a una distribuzione territoriale di nuovi migranti sul territorio”.

Gli sforzi devono essere concentrati sulla pandemia

“Soprattutto in questo momento storico, gli sforzi di tutti sono indirizzati al compimento di una rapida e sicura neutralizzazione della pandemia in atto e conseguentemente di un supporto concreto a cittadini e imprese. Compito non facile, ma a nostro avviso le azioni del momento devono avere un percorso univoco e non appoggiare, seppur involontariamente, chi fa della tratta di esseri umani il proprio core business. Crediamo fermamente nell’offrire supporto a chi è in difficoltà, senza però dare spazio a un percorso che continuerebbe ad aumentare le entrate illegittime sul territorio nazionale. Come dimostrato in un recente passato, numeri alla mano, si può e si deve fermare l’entrata illegale sul territorio nazionale. Il tutto, ovviamente, senza negare un’assistenza reale e concreta nei modi e termini corretti”.