Deposito scorie nucleari Trino: i motivi del ritiro dell'autocandidatura

Il sindaco Pane invita chi si è opposto all'ipotesi a trovare una soluzione per i rifiuti radioattivi presenti oggi nel Vercellese

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Durante l'attesa conferenza stampa di oggi, mercoledì 13 marzo 2024, il sindaco di Trino Daniele Pane ha sostanzialmente detto che la decisione di ritirare l'auto-candidatura di Trino ad ospitare il deposito nucleare non è stata presa per il pressing degli ambientalisti, definendolo una strumentalizzazione di una proposta per rendere più sicuro il territorio, ma per la contrarietà espressa da diversi Comuni, dalla Provincia di Vercelli e dalla Regione Piemonte.

L'iter legislativo

Ecco come, in un comunicato a posteriori, l'amministrazione comunale riassume le azioni delle scorse settimane:

La deliberazione revocata esprimeva la volontà del Comune di Trino di candidarsi per la rivalutazione del territorio ad opera di Sogin S.p.a. finalizzata ad ospitare il Deposito Nazionale dei Rifiuti Radioattivi e del Parco Tecnologico ai sensi dell’art. 11 del D.L. 9 dicembre 2023 n. 181 (poi convertito dalla legge 2 febbraio 2024 n. 11) che prevede l’avvio, dopo la chiusura della fase di autocandidatura, di uno specifico processo istruttorio, svolto da Sogin e dall’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN), al fine di valutare l’eventuale idoneità del sito autocandidato ad ospitare il Deposito Unico e il Parco Tecnologico.

Una fase successiva prevede anche di avviare con le Regioni e gli Enti locali trattative bilaterali finalizzate all’insediamento del Deposito Nazionale e con un protocollo di accordo finale si dovranno individuare le relative misure premiali.

Durante tutte queste fasi, che vedranno la loro conclusione nei primi mesi del 2025, è concesso al sito autocandidato di ritirare la propria candidatura in qualsiasi momento.

Inoltre la mancata sottoscrizione del suddetto protocollo di accordo, comporterà l’esclusione automatica del sito autocandidato dal procedimento.

Di conseguenza, la presentazione dell’autocandidatura non rappresenta né un giudizio di idoneità delle autocandidature stesse né, tantomeno, un’autorizzazione ad avviare il trasferimento dei rifiuti radioattivi ma una richiesta di rivalutazione del territorio che, ove ritenuto idoneo secondo i criteri di sicurezza previsti dai competenti organi tecnici, avrebbe consentito - stante il rifiuto dei 51 siti già identificati - di porre in sicurezza in via definitiva i rifiuti già presenti sul territorio.

La delibera assunta in data 12 gennaio 2024 è stata immediatamente strumentalizzata da parte di associazioni definitesi “ambientaliste” che, anziché perorare l’urgenza della messa in sicurezza del territorio, hanno strumentalizzato, a fini meramente politici, l’autocandidatura
ignorando volutamente l’iter procedurale così come delineato dalla norma ed esprimendo, in via preventiva, valutazioni tecniche di competenza di ben altre istituzioni a ciò deputate.

Contro la deliberazione si sono altresì schierati reiteratamente le Province di Vercelli e Alessandria, la Regione Piemonte e alcuni comuni del vercellese e dell’alessandrino - ivi compresi quelli inseriti nella CNAI - dichiarando di non volere sul territorio piemontese il deposito
unico nazionale (“il Piemonte ha già dato”).

"Non sono state le posizioni ambientaliste a pesare"

Il Sindaco di Trino Daniele Pane ha poi sottolineato: “La revoca di questa deliberazione è una decisione assunta dopo aver preso atto delle posizioni di dichiarata contrarietà, non tanto delle associazioni ambientaliste, ma dalle istituzioni di vertice del nostro territorio ossia Provincia e Regione nonché da alcuni Comuni in provincia di Vercelli e Alessandria ivi compresi quelli inseriti nella CNAI. Riteniamo che tali posizioni non tengano in considerazione né l’urgenza evidenziata dal Governo con l’emanazione del decreto legge né l’urgenza del nostro territorio di eliminare in tempi rapidi il deposito temporaneo oggi esistente in favore di quello definitivo previsto sia dalla normativa europea che nazionale. Non si è evidentemente compreso come l’autocandidatura non fosse finalizzata ad ottenere a qualsiasi costo il deposito
e il parco tecnologico ma solo a rivalutare il territorio, fermi restando i criteri di sicurezza già previsti dall’ISIN, poiché nessuno dei 51 siti identificati si è reso disponibile in tal senso.

"Ora chi si oppone fornisca la soluzione"

Essendo il Comune un Ente Locale che in un’ottica di coordinamento deve, suo malgrado, conformarsi alle linee assunte anche delle istituzioni sovra comunali, dobbiamo prendere atto delle posizioni assunte e procedere nel senso indicato certi che, coloro che si oppongono,
sapranno fornire soluzioni rapide e immediate affinché il deposito venga realizzato, seppur fuori dai confini piemontesi, e i rifiuti oggi stoccati in via temporanea a Trino e Saluggia, in siti certamente non idonei, vengano trasferiti altrove”.

"La revoca è stata un'azione di buon senso"

Il Presidente della Provincia di Vercelli Davide Gilardino è intervenuto per rappresentare le istanze di tutti i comuni vercellesi: “È doveroso trovare una soluzione, finalmente definitiva, alla persistenza delle scorie nucleari sul territorio di Trino e Saluggia. Pur trovando, quindi, più che legittima l’azione dell’amministrazione comunale di Trino, a nome dei Sindaci del territorio ho portato all’attenzione dell’amministrazione comunale trinese la nostra non condivisione del metodo delineato dalla norma, che fin dall’inizio non ha tenuto conto della condivisione con i Comuni. A nome di tutta la provincia vercellese accolgo benevolmente la revoca, in quanto la reputo un’azione di buon senso che tiene conto della volontà espressa da tutti gli amministratori”.

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