In occasione della festività di Capodanno, l’amministrazione di Santhià ha reso noti alcuni importanti dati relativi agli aiuti che il Comune eroga alle persone in difficoltà, attraverso canali diversi. Come spiega la sindaca Angela Ariotti: “Esiste da anni un progetto, iniziato da questa amministrazione, prima Cappuccio ora la mia, chiamato da ‘Famiglia a Famiglia’. Sul c/c comunale IT10 O 0608510316000000984802 chiunque può versare una cifra che servirà per pagare bollette, affitti, spese condominiali per chi si trova in difficoltà. Nel 2025, con il Progetto da Famiglia a Famiglia, sono entrati 11 mila 900 euro e sono stati fin qui erogati 7728,83 euro. Quindi, sempre nel 2025, abbiamo finanziato 37 mila 490 euro che sono stati distribuiti attraverso contributi e progetti lavorativi. E ancora: con il Cinque per mille a favore del Comune nel 2025 abbiamo incassato 2954,94 euro. Tutte queste somme sono state destinate ad aiuti alle fasce in difficoltà economica. Abbiamo distribuito – prosegue Ariotti – buoni per acquisto giochi a Natale per una somma di 3300 euro, che sono stati consegnati a Caritas e al Banco Solidale per la distribuzione. Gli acquisti devono avvenire nei negozi santhiatesi. Il Banco Solidale assiste 170 famiglie, distribuendo generi alimentari freschi, tre volte la settimana, e una volta al mese alimenti a lunga conservazione”.
La prima cittadina aggiunge: “Sempre nell’anno che abbiamo appena archiviato, il Comune ha finanziato 270 mila 121,50 euro, erogati al nostro Consorzio Socio Assistenziale Cisas e destinati all’assistenza dei minori, degli anziani e dei fragili. Inoltre, sono stati girati al Cisas 80 mila euro di fondi statali destinati a coprire altri servizi. Infine, la mia amministrazione ha contribuito in diverse occasioni a tamponare le emergenze, purtroppo sempre di più, che si presentano giornalmente in Comune. Ultimamente la povertà è aumentata, soprattutto per chi si trova solo, per chi ha perso il lavoro e fatica a trovarne un altro, per chi percepisce piccole pensioni insufficienti a pagare utenze, affitti e cibo. Anche gli sfratti sono aumentati, e di conseguenza i senza tetto. Pratichiamo la solidarietà con l’obiettivo di cercare che non diventi puro assistenzialismo, ma convincendo, soprattutto chi è ancora in grado di farlo, di accettare qualsiasi tipo di lavoro onesto, anche se non risponde ad aspettative più alte che si potrebbe desiderare. Il lavoro restituisce dignità e libertà. L’altro nostro obiettivo rimane quello di operare in modo silenzioso e privo di protagonismo”.