Economia

L'allarme Cna: "Troppi abusivi nel settore estetico, non rischiate la vostra salute"

Uno studio sul settore fotografa le scelte della clientela

L'allarme Cna: "Troppi abusivi nel settore estetico, non rischiate la vostra salute"
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Cna Piemonte Nord diffonde i dati dell’Area Studi e ricerche della Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della piccola e media impresa riguardo le professioni legate all'estetica. Circa un quarto di chi ricorre a trattamenti da barbieri, parrucchieri, estetisti lo fa a casa propria o a casa degli operatori.

Si tratta soprattutto (ma non solo) di clienti anziani, che incontrano maggiore difficoltà negli spostamenti, ma è molto probabile che dietro un così alto numero di prestazioni informali si nascondano molte prestazioni del tutto sconosciute al fisco e magari scarsamente rispettose delle più elementari norme igienico-sanitarie.

Ad approfondire statistiche e dinamiche del fenomeno è lo studio “La domanda di servizi di acconciatura ed estetica in Italia (Indagine sui clienti di barberie, saloni di acconciatura e centri estetici)”.

"Abusivismo piaga anche nel Vercellese e territori limitrofi"

“Il fenomeno dell’abusivismo in questo settore purtroppo esiste anche nelle nostre zone - afferma Marco Pasquino, direttore CNA Piemonte Nord che segue anche la nostra provincia – lo segnaliamo da tempo, attraverso campagna mirate di sensibilizzazione e informazione agli utenti e mettendoci a disposizione degli operatori regolari per raccogliere segnalazioni che inoltriamo a tutela dell’anonimato del segnalatore alle autorità preposte ai controlli. Affidare la cura della propria persona a chi svolge senza le qualifiche obbligatorie l’attività di acconciatore o estetista in luoghi inadeguati e non controllati, e non offre garanzie sulle proprie prestazioni e sui materiali e strumentazioni usati, mette in serio pericolo la propria salute. La qualifica di acconciatore ed estetista si ottiene solo dopo diversi anni di esperienza attestata presso un salone specializzato, i locali dove si svolge l’attività devono avere precisi requisiti igienico – sanitari, i materiali utilizzati devono preservare da allergie e intolleranze. Lo ribadisco, i rischi sono davvero enormi. Il risparmio economico non la pena. Senza considerare che l’evasione fiscale che ne deriva danneggia i contribuenti onesti”.

I dati dell'indagine

Il 40% circa del campione si reca nei saloni di acconciatura in media una volta al mese; il 7% più di una volta al mese; un quarto del campione una volta ogni due mesi; poco più del 13% una volta ogni quattro mesi. Per quanto riguarda i centri estetici: il 41% ci va una volta al mese (con il 5,2% più di una volta al mese); il 23,3% una volta ogni due mesi; il 10,8% una volta ogni quattro mesi.

La spesa mensile per i servizi risente delle differenze di genere. Oltre il 70% dei clienti di barberia spende tra i 10 e i 30 euro, con punte del 17,1% al di sotto dei 10 euro e dell’11,9% oltre i 30 euro. Ben diversa la situazione tra le clienti dei parrucchieri. La classe più rappresentata si situa tra i 30 e i 50 euro al mese (34,9%) con il 27,6% che dichiara di spendere tra i 50 e i 100 euro mentre circa un terzo del campione spende meno di 30 euro.

Minori asimmetrie di genere denota la spesa affrontata per i servizi dei centri estetici come dimostra la composizione della classe tra i 30 e i 50 euro al mese, nella quale si colloca il 45,9% dei clienti. Al di sopra dei 50 euro è predominante la presenza femminile, mentre sotto i 30 euro è massiccia quella maschile.
I saloni di acconciatura e i centri estetici possono essere ricompresi nei servizi di prossimità. Il 72,3% dei clienti di barbieri e parrucchieri deve percorrere meno di tre chilometri. Una distanza entro la quale rientra il 78,6% dei clienti dei centri estetici. Con l’avanzare dell’età, ovviamente, la distanza tra casa e bottega diventa ancora più rilevante: la distribuzione capillare di saloni di acconciatura e centri estetici diventa quindi un punto di forza sociale.

Il passaparola

Ma come si scelgono questi servizi? Il passaparola la fa da padrone: determina la maggioranza delle scelte per saloni di acconciatura e centri estetici con il 55,4 e il 60,8% rispettivamente. A seguire una scelta più banale: il cliente si è imbattuto nel negozio. Quindi, il frutto della ricerca via internet o la scoperta sui social.

Nei confronti degli operatori del settore i clienti tendono a costruire rapporti fiduciari: solo il 20,3% dei clienti dichiara di frequentare più di un barbiere o parrucchiere, appena il 13,3% più di un centro estetico. Ma va osservato che nella fascia più bassa d’età, tra i 18 e i 29 anni, la diversificazione cresce al 42,8% per i saloni di acconciatura e al 26,5% per i centri estetici. Lo stesso vale per la propensione al cambiamento: negli ultimi cinque anni i due terzi dei clienti sono rimasti fedeli, ma sotto i 44 anni la quota scende intorno al 50%. La solidità dei rapporti evita, o riduce di molto negli operatori, le politiche di fidelizzazione: a detta dei loro clienti il 72,1% di barbieri e parrucchieri, il 43,2% degli estetisti non ne attua. La capacità di ascolto degli operatori, viceversa, fa la differenza: tre quarti dei clienti la ritiene un requisito indispensabile.

I timori dei clienti

Esistono, però, motivi che possono far venire meno anche il rapporto più inossidabile. Nell’ordine, cambierebbe l’operatore l’84,9% dei clienti qualora mancassero le autorizzazioni igienico-sanitarie, il 78,2% se i prodotti usati fossero di scarsa qualità, il 73,1% se i macchinari per i trattamenti venissero utilizzati da personale non adeguatamente formato, il 72% se non venissero possedute tutte le certificazioni richieste, il 64,4% se il titolare non possedesse l’abilitazione all’esercizio della professione.

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