Dalla miniera del “Barlafüs” mi è capitato di acquistare un libretto pubblicato nel 1971 da una mitica personalità cittadina: Ernesto Gorini studioso e storico. Titolo “Un ventennio di storia spicciola vercellese”, ovvero la trascrizione di cronache dal 1823 al 1843, riportate in un diario anonimo. Si dà gran conto di morti e incoronazioni dei Savoia, molto ricca anche la cronaca ecclesiastica, un po’ meno la cronaca nera, non si capisce se perché non ce ne fu tanta o perché l’autore la disdegnava. Ma nel complesso è un bell’affresco della Vercelli pre unità d’Italia.
La foto in evidenza è una cartolina di decenni successivi, ma rende bene l’idea della Vercelli che fu.
Te deum per Leone XII e il terremoto
La prima è del 12 ottobre 1823: «Solenne te deum cantato da Monsignor Arcivescovo in duomo con l’intervento di tutte le autorità civili e militari e corpo di città, per l’elezione del nuovo Papa Leone XII con il concorso di sette cardinali del nostro Stato».
Nelle pieghe degli annali si dà anche un terremoto. Il 4 febbraio 1824 alle ore 11 si avvertì infatti una scossa lieve «Ma a Voghera – si sottolinea – fu così forte che quasi tutti gli abitanti fuggirono alla campagna. Questo può essere conseguenza della lunga siccità e dei scirochi (venti?) antecedenti». Una spiegazione davvero pittoresca…
Caccia ai banditi: un buco nell’acqua
Il 13 marzo 1825 si dà conto di un fenomeno allora diffuso: «Essendosi moltiplicati gli assassini e gli assassinamenti in questo inverno, alcuni dei quali seguiti presso a noi, cioè uno alla Vallona e l’altro agli orti di Porta di Torino, pochi giorni fa a mezz’ora di notte circa, fu ordinata una caccia generale eseguita dall’Infanteria stazionata a Novara che venne fino alla Sesia e da 120 uomini a cavallo del Piemonte Reale qui stazionati, che per sei giorni si spostarono, divisi in vari distaccamenti, per tutti li paesi delle due province, ma senza frutto non essendosene arrestato neppure uno…».
Uccise la moglie: processato e condannato in pochi mesi
L’8 luglio 1833 venne condannato all’ergastolo un uomo per uxoricidio: «In questa mattina fu dai carnefici fatto passare sotto la forca col capestro al collo, condannato a galera Perpetua, un certo Casimiro Gentile, forestiero, qui abitante da qualche anno, per aver cagionato la morte a sua moglie, giovane di 18 anni, Novarese. La cosa seguì in questo modo circa due mesi fa (notare i tempi rapidi della giustizia di allora ndr) questa donna serviva in casa del signor Savi fondachiere (un mercante che affittava spazi per deposito di merci ndr.) sul cantone a canto di San Lorenzo, suo marito, verso le 9 ore della sera, la chiamò fuori e quando fu nella contrada le diede molte pugnalate…».
Ucciso per un barile di alcol
Nel giugno 1835 due tragedie in pochi giorni.
Il giorno 6: «In questa sera un facchino Vercellese volendo introdurre in questa nostra città un barile di spirito di vino senza pagare il dazio civico, due di quei preposti (guardie) lo perseguitarono fino alla sua propria casa, posta vicino alla chiesa della Maddalena e quivi, avendo voluto fare qualche resistenza, fu da uno di essi ucciso con un colpo di sciabola di punta nel petto, per cui morì di lì a pochi minuti questo disgraziato aveva 24 anni»
E il 10 giugno: «Due soldati di Piemonte Reale qui di guarnigione, morirono nella Sesia dove erano andati a bagnarsi..» (Cosa che purtroppo capita ancora)..
Bimbo ucciso da un fulmine ed eclissi
Altra tragedia il 23 maggio 1838: «Essendo oggi scoppiato un fiero temporale che desolò con la grandine quasi trenta territori di là da Sesia specialmente cadde il fulmine nella cosiddetta Isola, uccise un giovinetto di 16 anni suddito del Conte d’Asigliano, mentre con i suoi genitori tornava a casa dal campo».
Infine un evento dell’8 luglio 1842: «Eclisse del sole cominciando alle ore 5 e 10 la sua prima oscurità, il cuore dell’eclissi alle 6 e 12, per quale il disco del sole è stato talmente oscurato come se fosse statto tenebre di notte, durò tale oscurità lo spazio di tre minuti, e finì l’eclisse alle ore 7 e 10 minuti».