Il bilancio finale della mostra in Arca sull’Espressionismo italiano è stato di 10.750 visitatori. Lo annuncia l’amministrazione comunale sottolineando: «La collaborazione con la Fondazione Giuseppe Iannaccone e Arthemisia ha dimostrato che quando pubblico e privato iniziano a lavorare insieme, il risultato non è una mediazione al ribasso, è un salto in alto. E Vercelli, questa volta, ha saltato più in alto delle proprie abitudini.
Questi 10.750 ingressi raccontano di una città che risponde quando viene chiamata, che entra in un museo come si entra in una piazza: per riconoscersi, discutere, sentirsi parte di qualcosa che dura nel tempo».
Le visite guidate per le scuole
Un elemento che viene evidenziato è quello delle visite scolastiche, coinvolte scuole elementari e medie di Vercelli, Olcenengo, Villata e Borgo Vercelli e alcune classi del Liceo Scientifico. Circa 800 studenti hanno preso parte alle visite guidate del curatore, Daniele Fenaroli.
«La partecipazione delle scuole non è un atto dovuto, né una carezza pedagogica per sentirsi a posto con la coscienza – dice il sindaco, Roberto Scheda -. Il Comune di Vercelli non invita le nuove generazioni alla Cultura per “educazione”, parola spesso usata come una “punizione gentile”. Le invita perché crede che sia il miglior investimento possibile. Portare un ragazzo davanti a un quadro espressionista significa dirgli, senza retorica, che il mondo è complesso, a volte scomodo, e che vale la pena capirlo. Significa insegnargli a non avere paura delle domande, né delle emozioni forti. Se queste sale sono state piene di studenti, domani Vercelli sarà più ricca: non solo di cittadini più colti, ma di persone più libere. E questo, per una comunità, è il capitale più prezioso che esista».
La soddisfazione del collezionista
L’avvocato Giuseppe Iannaccone, che è il creatore dell’omonima collezione, sottolinea come «questi risultati confermano che quando esiste una visione condivisa la Cultura può diventare un vero motore di crescita per una comunità, capace di generare partecipazione, consapevolezza e futuro. La collaborazione con il Comune di Vercelli, e in particolare con il sindaco, e amico Roberto Scheda, si è fondata su una convinzione condivisa: l’Arte non è un evento isolato, ma un processo che costruisce senso nel tempo e che richiede continuità, responsabilità e fiducia reciproca. Per la Fondazione – prosegue – questo significa creare progetti capaci di parlare al presente e soprattutto alle nuove generazioni, offrendo loro occasioni di confronto, di libertà e di immaginazione affinché l’esperienza culturale non resti episodica ma diventi parte di un percorso di crescita. L’esperienza di Arca non rappresenta un traguardo, ma l’inizio di un cammino che intendiamo proseguire con lo stesso entusiasmo e la stessa attenzione, anche attraverso nuove mostre che rafforzino il ruolo di Vercelli come luogo vivo e riconosciuto di produzione culturale».