Marco Gabotto, autore vercellese con origini casalesi, iscritto SIAE, ha recentemente donato proprio alla Biblioteca di Casale Monferrato tutte le pubblicazioni edite negli anni. In tutto 22 tra libri ed edizioni, uscite dal 1992 al 2013 e che spaziano dalla poesia al romanzo e alle più svariate tematiche.
Breve biografia
Marco è nato, come detto, a Casale Monferrato il 2 luglio 1962, e fa parte di una storica famiglia della città che annovera anche il professor Luigi Gabotto, a cui è anche intitolata una via.
Si è diplomato in studi ad indirizzo tecnico, per una decina d’anni ha lavorato nel commercio, poi ha svolto diverse mansioni, approdando infine all’Università del Piemonte Orientale nel ruolo di usciere. Scrive dall’età di 28 anni, prima con la sua portatile “Olivetti”, in seguito, anche dopo appositi corsi, con i programmi di scrittura. Per un certo periodo ha anche lavorato, come battitura testi e impaginazione, nella cooperativa sociale “Artigiana San Giuseppe Lavoratore” (ormai chiusa da oltre una decina d’anni).
L’attività letteraria
La sua attività letteraria lo ha portato ad iscriversi all’Associazione Nazionale Poeti e Artisti d’Italia di Santa Margherita Ligure.
«Coltivo la passione della scrittura da tempo – spiega l’autore – e ho voluto che quanto ho prodotto fosse acquisito dalla Biblioteca della mia città natale, a cui sono rimasto molto legato. Tra gli autori che hanno influenzato molto la mia scrittura mi piace segnalare il beato Guglielmo Giuseppe Chaminade, il fondatore della Società di Maria, che ho “incontrato” lavorando alla pubblicazione dei volumi delle sue “lettere” quando lavoravo all’Artigiana San Giuseppe con don Alberto Colombo, che è un Marianista. Nel 2007 ho ottenuto la qualifica di Autore Siae a Roma e in passato ho anche curato un sito web letterario. Una delle opere a cui sono più legato è “La parabola degli innocenti” del 1993, che riguarda il concetto di libertà, la cura dei diritti dell’infanzia e la libertà di scegliere di voler fare del bene nella propria vita. Sono molto legato anche alla raccolta di poesie “Camminando e respirando, poesie d’amore di fine millennio” (1999) dedicato ad una cara amica. Il tema dell’amore torna in altre mie opere come “La ragazza dai sogni perduti” (2002), che contiene quattro racconti, tre dei quali sono anche riflessioni sull’argomento. La “vena” civile si è anche esplicata in “Il ribelle e altri racconti” in cui affronto argomenti seri, come la guerra, la giustizia e la mancanza di giustizia e di solidarietà. Infine cito anche “Massime importanti per vivere bene”, in cui ho fatto una ricerca su testi di Kipling, Madre Teresa, Papa Giovanni Paolo II, Tommaso Moro e altri».
Un “corpus” di testi vario, che ora è disponibile nella collezione della “Civica” di Casale.
«Da molti anni non scrivo più – conclude Gabotto – varie vicissitudini e problemi di salute mi hanno impedito di farlo, volevo però che quanto prodotto restasse, ed è giusto che vengano custoditi nella mia cara Casale, dove ho le radici»