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Il Museo Accorsi-Ometto di Torino si rinnova: nuove opere, WebApp in 63 lingue e il Progetto Sant’Antonio

Verso il trentennale del 2030: acquisiti capolavori dal '300 al '900, al via la guida digitale e il restauro del Complesso di Sant'Antonio Abate

Il Museo Accorsi-Ometto di Torino si rinnova: nuove opere, WebApp in 63 lingue e il Progetto Sant’Antonio

In vista dei festeggiamenti per il trentennale del Museo, che si terranno a cavallo tra il 2029 e il 2030, la Fondazione Accorsi-Ometto sta avviando un profondo rinnovamento: da una parte arricchendo la propria collezione permanente e dall’altra rinnovando la propria immagine per diventare un polo culturale sempre più dinamico.

Le nuove acquisizioni d’arte: dal Medioevo al Novecento

La Fondazione prosegue nell’opera di ampliamento della propria raccolta con pezzi compresi tra il XV secolo e l’inizio del Novecento. Tra gli acquisti più recenti figura una «Natività» del 1500 circa, opera di un pittore vercellese (forse appartenente alla famiglia degli Oldoni). L’opera, inizialmente attribuita all’Italia centrale, è stata ricollocata in ambito piemontese e salvata dall’esportazione all’estero grazie agli studi condotti in occasione della mostra su Giovanni Antonio Bazzi.

Tra i nuovi ingressi spiccano inoltre:

  • Due coppe in maiolica di ambito faentino (una a soggetto erotico del 1510-1520 e l’altra raffigurante Santa Margherita da Cortona del 1535);
  • Un cofanetto con scene di giochi tra cavalieri di bottega dell’Italia nord-orientale (1530-1540 circa);
  • Il trittico con la «Crocifissione e Santi» della Bottega degli Embriachi (1390-1400), importante testimonianza di arte tardo medievale;
  • Rari pezzi della manifattura Ginori di Doccia (1740-1745), tra cui tazze con prove del colore blu, una tazzina traforata bianca e due vasi in vetro utilizzati per contenere i campioni di terra;
  • I quattro bozzetti preparatori di Francesco Gonin realizzati nel 1847 per gli affreschi della Sala delle Guardie del Corpo di Palazzo Reale a Torino;
  • Il «Ritratto della madre» dipinto da Carlo Levi nel 1930.

La WebApp e il Progetto del Complesso di Sant’Antonio

Per migliorare l’esperienza dei visitatori, il Museo ha avviato una collaborazione con la startup finlandese Reveel, mettendo a disposizione una WebApp che permette di leggere e ascoltare le informazioni su collezioni e mostre in 63 lingue.

Accanto alle novità tecnologiche ed espositive, è stato presentato l’ambizioso Progetto del Complesso di Sant’Antonio, che attraverso importanti lavori di restauro recupererà la struttura storica dell’ex monastero sorso nel XVII secolo per accogliere i viandanti. L’obiettivo è trasformare l’antico varco di accesso alla città in una vetrina culturale aperta al territorio.

Le parole del Direttore

Il direttore del Museo, Luca Mana, ha commentato così la nuova fase dell’istituzione:

«Siamo particolarmente felici di presentare le ultime acquisizioni, l’innovativa web app che consentirà di visitare il Museo in 63 lingue diverse e di annunciare il progetto del Complesso di Sant’Antonio. Si tratta del primo passo di un percorso che, da qui al 2030, ci porterà a festeggiare il trentennale dell’apertura del Museo. La Fondazione Accorsi-Ometto del futuro sarà nuova e dinamica: non un tempio accessibile a pochi, ma un foro, all’interno del quale si potrà parlare e confrontarsi, sull’esempio delle grandi piazze rinascimentali italiane».

Sullo sviluppo degli spazi storici, il Direttore ha poi aggiunto:

«Dove oggi si trova la Fondazione Accorsi-Ometto, in passato vi era il complesso di Sant’Antonio Abate: un insieme di edifici sorto all’inizio del XVII secolo per accogliere i viandanti che giungevano in città da est. Oggi il nostro proposito è quello di recuperare quanto resta del monastero e di ridare forma al complesso, nell’ottica di rifarne un varco di accesso alla città, non più medico-sanitario, ma culturale: una vetrina attraverso la quale raccontare le eccellenze del territorio locale, nazionale e, perché no, internazionale».

Informazioni utili e orari

Le nuove acquisizioni sono visibili all’interno del normale percorso museale con il biglietto d’ingresso.

Sede: Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto, Via Po 55, Torino.

Orari: Martedì, mercoledì e venerdì 10:00 – 18:00; Giovedì 10:00 – 20:00; Sabato, domenica e festivi 10:00 – 19:00 (lunedì chiuso; la biglietteria chiude mezz’ora prima).

Tariffe: Biglietto unico intero € 14,00; ridotto € 12,00 (19-26 anni e over 65); ridotto € 10,00 (11-18 anni e convenzioni); ridotto € 6,00 (insegnanti). Gratuito per under 11, possessori Abbonamento Musei/Torino+Piemonte Card, tesserati ICOM, persone con disabilità con accompagnatore e giornalisti.