Ha compiuto la bella età di 100 anni, festeggiando con la famiglia, Pio Mario Arini. E’ il decano degli artisti vercellesi, un Maestro che nella sua vita ha prodotto centinaia di quadri, seguendo una ricerca personalissima. Ancora oggi produce arte, anche se con più calma. E’ lucidissimo e possiede una notevole cultura.
Nelle foto l’artista nel suo studio (archivio) e insieme ai familiari per il suo centesimo compleanno.
Una vita piena e avventurosa
Nato il 25 gennaio 1926 ad Ancona. Lo scoppio della seconda guerra mondiale lo colse in Albania con il padre, funzionario statale. Al termine del conflitto si stabilì con la famiglia a Lecce, riprendendo gli studi ed avvicinandosi ad ambienti culturali e artistici romani, frequentando artisti come Renato Guttuso, Domenico Purificato e Carlo Levi.
Dopo la laurea in giurisprudenza entrò in magistratura e, all’inizio degli anni ’50 e fu assegnato a Vercelli. Qui conobbe il gotha locale dell’arte: Gigi Mossotti, Francesco Leale, Guido de Bianchi, che lo introdussero nel mitico “Gruppo di via dei mercati”,
Negli anni ‘80 fu a Bologna poi, al raggiungimento della pensione, tornò, per restarvi a Vercelli.
La sua arte
«La Sua arte – scriveva sul nostro giornale il compianto Franco Ferragatta – nasce dall’osservazione diretta della realtà, che, con naturalezza, viene trasportata su i più svariati materiali, principalmente, con la sua tecnica preferita l’olio.
La semplicità delle forme, Il colore, l’etnicità, dovuta ai suoi viaggi sono gli ingredienti e le spezie pregiate dei suoi lavori, mai banali e mai ripetitivi».
Una mente giovane e curiosa
E in un’intervista del 2020 Arini aveva sfoggiato tutta la sua freschezza: «Io mi sento un giovincello, social ed informatizzato. Dalla mia personale esperienza di ultra novantenne, vorrei trasmettere due messaggi diretti ai giovani artisti e non solo: Tecnologia ed Umanesimo, viaggiano, anche se non sembra, di pari passo, ed occorre essere presenti su entrambi i fronti, come cerco di fare io.
Se ti piace o ti capita di scarabocchiare, occorre non avere paura di osare, non aver paura di critiche o di sfottò; il manufatto è tuo ed è un’espressione della tua manualità e del tuo spirito. Continua ad andare avanti, senza dare troppo ascolto a certi maestri».
Al maestro le più cordiali felicitazioni del nostro giornale per il bel traguardo raggiunto.