Cultura
Capsula del tempo

Dalla spazzatura spunta l'Italia di 68 anni fa...

Uno squarcio sugli anni Cinquanta attraverso numeri del settimanale "Oggi" che qualcuno ha gettato via

Dalla spazzatura spunta l'Italia di 68 anni fa...
Cultura Vercelli e dintorni, 04 Gennaio 2023 ore 15:27

Una "capsula del tempo" involontaria di cui Prima Vercelli è venuta in possesso casualmente.

Parliamo di alcune copie di "Oggi" il prestigioso settimanale, risalenti al 1955 e 1956, ancora ben conservate, e che qualcuno ha gettato via, forse perché non sapeva più che farsene...

Un mondo in bianco e nero

Il rotocalco ha un formato un po' inferiore all'A3, tutto in bianco e nero.

In quegli anni la scelta del direttore Edilio Rusconi fu quella di monopolizzare la prima pagina (la copertina) con il volto di una donna famosa dell'epoca: attrici, principesse, reginette di bellezza, vip di ogni sorta.

La Regina di Persia

Sul numero del 13 ottobre 1955 campeggia il ritratto nientemeno che della Regina Soraya di Persia, abiti e pettinatura all'americana, una donna emancipata e celeberrima. Fa una certa impressione associare quest'immagine a quelle tragiche della rivolta odierna contro il regime degli Ayatollah che salì al potere, nel 1979 alla fine di una rivoluzione cominciata nel 1978, poco più di 23 anni dopo la copertina di "Oggi".

Mattei, la politica, il petrolio

Basta girare il foglio e ci si trova di fronte, a pagina tre, un articolo intitolato: "Lo Stato e il petrolio in Italia", firmato da Enrico Mattei, patron dell'Eni, un "osso duro" per le "sette sorelle".

Mattei terminerà la sua corsa schiantandosi col suo aereo, a Bascapè, il 27 ottobre 1962, sette anni dopo quell'articolo. Un mistero italiano, un sabotaggio che in una prima sentenza della magistratura venne smentito, ma che negli anni 2000 riprese, arrivando a una sentenza che ha accertato e storicizzato i fatti.

La chiusa di quest'articolo è di una sconvolgente, quanto beffarda attualità: «Sono convinto che l'azione dell'azienda dello Stato dovrà esolicarsi rapida ed intensa, onde portare ad una completa valorizzazione delle risorse energetiche dell'Italia centro-meridionale, realizzando le legittime aspirazioni di quelle popolazioni che intravedono finalmente la possibilità di un avvenire migliore».

Enrico Mattei con la moglie Greta Paolas, foto a corredo dell'articolo.

Tragedie mondiali, pubblicità e moda

Nelle 64 pagine della rivista si alternano tragedie, come la donna americana che rapì un bimbo simulando poi una maternità, immagini di dive, un pezzo sulle amanti di Perón, foto dai set cinematografici, la storia del primo Tour de France femminile, pubblicità che sono ormai delle opere d'arte del settore, roboanti e ingenue ma sempre più genuine di certi "spot" di oggi in cui tutto è costruito in laboratorio. C'erano anche le pagine della moda che mostravano i capi del momento.

Un'immagine del servizio sul primo giro di Francia femminile.

Padre Pio, un evergreen

Non manca Padre Pio, il frate di Pietrelcina (scomparso il 23 settembre 1968) che attirava folle di fedeli a San Giovanni Rotondo. Si noti che l'argomento Padre Pio ancora oggi è cavalcato parecchio dai rotocalchi, che con gran disinvolutura lo inseriscono in patinate impaginazioni monopolizzate da pettegolezzi e immagini piccanti.

Il servizio su "Oggi" di allora ha dell'epico, con fotografie strepitose per il racconto che offrono.

Il progresso avvelena l'aria

Un titolo salta all'occhio un pezzo a pagina 44 "Il progresso avvelena l'aria delle grandi città", con dati già allora preoccupanti sulla qualità dell'aria. Da notare, nella foto sopra, la "spalla" di pubblcità nello stile di allora.

Sul numero del 2 agosto 1956 campeggia il lancio di un servizio di cronaca: "La tragedia dell'Andrea Doria", il transatlantico italiano naufragato pochi giorni prima, ma l'immagine proposta è quella di Miss Universo "la figlia del pastore ha vinto tra contrasti lo scettro di Miss Universo". Le tragiche, e storiche foto del naufragio sono a pagina 32 e 33.ù

Una pagina del numero del 13 ottobre, tema tubercolosi
ma, sotto, una foto che ritrae alcune delle mille candidate
alle selezioni per il cast di un film di De Sica.

I politici della primissima repubblica

Interessante l'articolo su "La politica va in vacanza" dove si apprende che nel 1956 le ferie dei parlamentari durarono tre mesi! E che le sessioni della Camera ripresero il 23 ottobre. Nell'articolo oltre alle destinazioni dei big della Prima Repubblica (Gronchi, Nenni, Saragat il "giovane ministro" Giulio Andreotti...). Un'altra epoca, ma si legge in filigrana quella certa approssimazione che se esisteva quando erano in vita i padri della repubblica, persone comunque preparate e carismatiche, figuriamoci oggi...

In definitiva un'Italia tanto diversa ma anche tanto uguale a quella del 2023.

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