Cultura
Arte contemporanea

Cosa resta del fuoco: Diego Pasqualin a Studio Dieci

Un allestimento particolarmente suggestivo, si potrà visitare dal venerdì alla domenica fino a fine ottobre.

Cosa resta del fuoco: Diego Pasqualin a Studio Dieci
Cultura Vercelli e dintorni, 22 Settembre 2022 ore 12:43

Nella foto Carla Crosio e Diego Pasqualin all'inaugurazione della mostra.

«Cosa resta del fuoco» è il titolo della personale di Diego Pasqualin allestita a Studio Dieci, ed è più un’esperienza da fare che qualcosa semplicemente da “vedere”. Esperienza da cui ognuno può costruirsi prima un significato personale e poi andare a leggersi cosa afferma nel testo l’artista, che è anche il direttore artistico di «Studio Dieci».

L’inaugurazione di sabato 17 settembre, in orario serale dalle 21, ha visto partecipare un folto pubblico.

Una cripta tra sacro e profano

L’interno della galleria di piazzetta Pugliese Levi era nel buio totale, rischiarato da un perimetro di lumini (il fuoco che consuma se stesso) che riscaldavano anche notevolmente l’ambiente. Quasi una cripta tra sacro e profano, anche per via delle sonorizzazioni evocative, parte integrante dell’esperienza. A dominare i due spazi al piano terra un’installazione con grosse tele appese al soffitto e con quadri su entrambi i lati del “muro”, legni dipinti e un grande crocefisso nell’altra saletta. Il fuoco è ciò che ci ha portato Prometeo, energia creativa, ma anche nemesi, ed è un fuoco che cova in ogni artista, sempre. L’opera è “ciò che resta del fuoco” ovvero della fase in cui si plasmano idee e sentimenti. Questa una lettura a pelle, assorbita dal clima dell’inaugurazione.

La gallery

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La linea di confine

Mentre Pasqualin, nel suo testo, osserva che la mostra: «È lungo una linea di confine che non divide, ma mette in contatto il mondo sacro con quello profano che queste due realtà hanno la possibilità di dialogare, così come il Sé può incontrare Se Stesso sulla brace di un fuoco che, nel purificare, forse, ha distrutto o modificato l’aspetto di ciò che è entrato in contatto con esso, rendendolo altro da sé, ma senza cancellarne l’origine».

Un’esperienza, che colpisce. La mostra si potrà visitare a ingresso libero fino al 30 ottobre dal venerdì alla domenica in orario 17-19 e fa parte delle iniziative per i Cinquant’anni del Centro Culturale presieduto da Carla Crosio.

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