Cultura
Tre giorni culturale

Congresso della Società Storica per festeggiare il mezzo secolo

Illustri accademici da grandi Università per trattare il tema della Chiesa vercellese nel Medioevo.

Congresso della Società Storica per festeggiare il mezzo secolo
Cultura Vercelli e dintorni, 23 Novembre 2022 ore 11:03

Nelle due immagini il “logo” del Congresso e il dettaglio di un affresco al Museo Borgogna che farà parte di un percorso guidato il 27 novembre

La cultura cittadina in questi giorni si concentra intorno all’ottavo Congresso Storico Vercellese, un evento di notevole valore e che per quest’edizione è dedicato al tema «La Chiesa vercellese nel Medioevo (secc. XI-XV)», evento che coinvolge attivamente musei ed istituzioni culturali.

Cinquant’anni di Società Storica

Il Congresso è organizzato dalla Società Storica Vercellese, che proprio con quest’evento sottolinea il mezzo secolo d’attività, essendo nata nel 1972. La “Storica”, presieduta da Giovanni Ferraris edita il «Bollettino Storico» che è una delle fonti principali della storiografia vercellese che riserva tantissimi argomenti e vicende ancora da sviscerare. La kermesse storico-culturale avrà il suo fulcro dal 24 al 26 novembre, come lavori del congresso vero e proprio, ma ci sono le varie mostre nei musei che andranno anche oltre.
Da notare che il Congresso ha un comitato scientifico di grande livello con Alessandro Barbero (che prenderà parte attiva e non ha certo bisogno di presentazioni), e altri illustri studiosi: Maria Pia Alberzoni, Giancarlo Andenna, e i vercellesi Silvia Faccin, Giovanni Ferraris e Giorgio Tibaldeschi (uno degli storici di punta del sodalizio).

L’inaugurazione

La giornata inaugurale, giovedì 24 novembre, avrà come sede della sessione mattutina il teatro Civico, per sottolineare l’importanza dell’evento. Dopo i saluti istituzionali partirà la prima serie di relazioni che sono dedicate ai Vescovi, con interventi di Grado G. Merlo dell’Università di Milano, Alessandro Barbero, Università del Piemonte Orientale (Upo), Maria Pia Alberzoni e infine Alfredo Lucioni, entrambi dell’Università Cattolica.
Nel pomeriggio il Congresso si sposterà in Seminario, dove si svolgerà fino al termine. In programma altre relazioni sui Vescovi: Flavia Negro ed Enrico Basso dall’Università di Torino, Paolo Buffo (Università di Bergamo). Nel pomeriggio Antonio Olivieri (Università di Torino), Aldo A. Settia (Università di Pavia) e Giancarlo Andenna (Cattolica di Milano). Come si intuisce sin dall’inizio di Vercelli e della sua storia (specie di quella Medievale) si occupano le più importanti università del Nord Italia e anche europee, a significare una centralità che spesso ci dimentichiamo.

Venerdì 25 novembre

Ancora in Seminario, mattina dedicata al tema «Il capitolo». Interverranno Caterina Cappuccio (Bergische Universität Wuppertal), Paola Rosso e Francesco Panero (Università di Torino), Gianmario Ferraris della Società Storica e Alessia Marzo dell’Università di Torino. Nel pomeriggio il focus si sposterà sul «Il territorio», con relazioni di Fabio Pistan, archeologo vercellese, Eleonora Destefanis e Gabriele Ardizio (Upo), Alberto Spataro dell’Istituto Storico Italiano per il Medioevo, Elisabetta Filippini (Università Cattolica), Simone Caldano di “Piemonte medievale”, Simone Riccardi della Società Storica e, dal Museo Leone, Luca Brusotto e Riccardo Rossi.

Sabato 26 novembre

Il Congresso si chiuderà con interventi su Arte e Cultura, con Gionata Brusa (Università di Würzburg), Giorgio Tibaldeschi della Società Storica, Luca Di Palma (Università di Losanna) e Marco Rainini (Università Cattolica), le conclusioni saranno affidate a Grado G. Merlo, Università di Milano.
Percorso al Museo Borgogna
Domenica 27 novembre alle ore 16 percorso guidato da Luca Di Palma, che figura tra i relatori del convegno, dal titolo “Di convento in convento. Viaggio alla scoperta delle testimonianze d'arte provenienti dalle chiese conventuali vercellesi”. Il percorso è aperto a tutti e ad ingresso libero grazie al contributo della Provincia di Vercelli.
Prenotazione obbligatoria al 389.2116858.

Mostre nei Musei del Tesoro del Duomo e «Leone»

Il Museo del Tesoro del Duomo e Archivio Capitolare e il Museo Leone inaugureranno, mercoledì 23 novembre 2022 due esposizioni temporanee L’inaugurazione congiunta si terrà presso la Sala del Trono del Palazzo Arcivescovile alle ore 17 e, a seguire, coloro che lo vorranno potranno recarsi presso la sede espositiva del Museo del Tesoro del Duomo e del Museo Leone per visitare le mostre. L’ingresso è libero ma è consigliata la prenotazione scrivendo alla mail info@tesorodelduomovc.it. Il Museo diocesano ospiterà: “Testimoni capitolari. Manoscritti e documenti per la storia della Chiesa vercellese nel Medioevo” fino al 21 dicembre, mentre il “Leone” cura: “Santa Maria Maggiore una storia dimenticata”, con disegni e documenti provenienti dall’Archivio dell’Istituto di Belle Arti di Vercelli per ricostruire la storia della basilica vercellese oggi non più esistente. Fino al 23 dicembre, per entrambi i musei in orario di apertura.

Archivio di Stato di Vercelli

Partecipa con una mostra documentaria: «De’ conventi e de’ monasteri dell’uno e dell’altro sesso», dedicata ai progetti di trasformazione e reimpiego delle “fabbriche” di conventi e monasteri di Vercelli cui diede avvio la soppressione degli ordini religiosi in età napoleonica. Sarà una mostra in due sedi: L’Auditorium di via Manzoni 11, fino al 28 dicembre, e all’Archivio Storico del Comune solo nei giorni del Congresso. Ingresso libero per i dettagli sugli orari: 0161-259595.

Circolo Ricreativo di Vercelli

Presso la sede di via Galileo Ferraris, alle ore 17.30, organizzerà nelle giornate dal 24 al 26 novembre, tre incontri di approfondimento del mondo del notariato medievale, dal titolo: «Aperitivo con il notaio».

Una grande sinergia

Come si può vedere c’è una bella rete intorno a questo Congresso, da segnalare anche le realtà che lo sostengono: Fondazione Crv, Comune e Arcidiocesi di Vercelli. Naturalmente da questo Congresso verrà poi redatto il volume degli atti, che, come per gli altri sette, diventerà parte di un corpus molto esuastivo sulla storia antica della città, un patrimonio culturale che tanti ci invidiano.

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