Cronaca

Violenze sessuali sulla figlia minorenne: finisce in carcere

E' un 37enne ivoriano già condannato a 6 anni e 6 mesi al Tribunale di Vercelli.

Violenze sessuali sulla figlia minorenne: finisce in carcere
Cronaca Vercelli e dintorni, 07 Gennaio 2021 ore 11:19

Una vicenda di violenza inaudita, avvenuta nella comunità ivoriana, risalente a qualche anno fa, ha finalmente visto fare giustizia con l’arresto e la carcerazione del responsabile.

La Polizia di Stato, dopo una prolungata indagine, diretta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vercelli, ha infatti arrestato un uomo per essersi reso responsabile del reato di violenza sessuale nei confronti della figlia infraquattordicenne.

L’inizio dell’indagine

L’attività di indagine era partita nel gennaio del 2018 quando la Squadra Mobile della Questura di Vercelli aveva raccolto le confidenze di una donna adulta, di origine ivoriana, che era stata interpellata in una disperata richiesta di aiuto da una ragazzina del 2002, facente parte della medesima comunità, perché vittima di violenze sessuali da parte del padre.

Una situazione familiare disastrosa

Approfondendo le dichiarazioni gli inquirenti hanno accertato che la ragazzina in difficoltà viveva in un alloggio cittadino di edilizia popolare con il padre abusante, con il fratello pluripregiudicato per reati contro la persona, il patrimonio e fatti di droga, con uno zio e con una quarantenne donna nigeriana, che esercitava l’attività di prostituzione proprio all’interno di quella abitazione.

La minore ed il fratello erano nati da una relazione che il padre aveva avuto con una donna ivoriana rimasta al paese di origine; successivamente, il padre aveva contratto regolare matrimonio con altra cittadina ivoriana residente a Parigi, dalla cui unione sono nati altri due figli.

La ragazzina collocata in comunità

Dopo una serrata attività di indagine, una volta raccolti i primi indizi di colpevolezza, anche in considerazione dello stato di necessità ed urgenza sono stati presi provvedimenti per sottrarre la minore ad ulteriori situazioni di concreto pericolo e degrado, ed è stata inserita in una comunità protetta.

Subito dopo venne interrogata la minore, la quale confermò gli abusi ad opera del padre, iniziati fin da quando aveva 13 anni; l’uomo era solito farle dei regali per comprarne il silenzio.

Ossessionato dalla figlia

Dalle indagini l’uomo risultava essere ossessionato dalla figlia arrivando a sognarla frequentemente durante la notte, come da lui stesso dichiarato ad un’amica, giungendo addirittura a fare un piccolo foro nella porta d’ingresso della sua stanza al fine di poterla spiare, senza essere visto, mentre si spogliava.

La fuga in Francia

Sentitosi “braccato”, il padre era riuscito a fuggire, presumibilmente verso la Francia, paese nel quale era residente la moglie. Non se n’è saputo più nulla fino al mese di novembre 2020 quando è stato effettivamente localizzato in territorio transalpino.

Nel frattempo il Tribunale di Vercelli, lo scorso 1° novembre ha condannato l’uomo alla pena di 6 anni e 6 mesi di reclusione, riconosciuto colpevole del reato di violenza sessuale in danno della figlia infraquattordicenne.

Mandato di Arresto Europeo

La Procura della Repubblica di Vercelli ha chiesto ed ottenuto l’emissione di una custodia cautelare in carcere in danno dell’uomo con contestuale Mandato di Arresto Europeo.

Gli inquirenti hanno scoperto che l’uomo poteva fare rientro a Vercelli entro la fine dell’anno passato, per sistemare alcune pendenze burocratiche e in particolare per evitare che gli fosse revocata la concessione della casa popolare a lui assegnata e nella quale era ristretto il figlio in regime di arresti domiciliari, ed evitagli così di finire in carcere.

Arresto e carcerazione

Si è giunti così al 22 dicembre 2020 quando gli uomini della Seconda Sezione della Squadra Mobile sono riusciti ad intercettare l’uomo che si stava recando agli uffici comunali di Vercelli.

Temendo di poter essere arrestato, l’uomo si era fatto accompagnare da alcuni familiari che avevano il ruolo di “vedette” e che lo precedevano al fine di comunicargli l’eventuale presenza di Forze dell’Ordine.

Nonostante queste accortezze il trentasettenne ivoriano, con precedenti penali per reati di falso, veniva fermato, arrestato ed associato alla casa circondariale di Vercelli.

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