Cronaca
appello

Subito il vaccino anche per chi vive la propria fragilità in famiglia

In Piemonte si parla del 16 marzo come data probabile di avvio della vaccinazione ma solo per i disabili afferenti a Comunità residenziali o semiresidenziali. E gli altri? Per loro non ci sono indicazioni.

Cronaca Vercelli e dintorni, 09 Marzo 2021 ore 12:42

Parte da Clara Baldo-mamma e caregiver, delegata per la Provincia di Vercelli della Fondazione per la Ricerca in Fibrosi Cistica, l'appello per l'urgenza di somministrazione del vaccino ai portatori di questa patologia e ai loro familiari che stanno sopravvivendo a questa pandemia in Piemonte, in famiglia.

"Mascherine, lavaggio ossessivo delle mani, disinfezione delle superfici, distanziamento sociale… tutto questo è ben noto alle famiglie in cui è presente un soggetto con fibrosi cistica, la malattia genetica rara grave più diffusa. Lo era da molto prima della diffusione della pandemia, perché per la sopravvivenza dei pazienti fc è indispensabile evitare quanto più possibile qualsiasi forma di infezione alle vie respiratorie, già gravemente compromesse dalla patologia. In questo anno, più che in altri, queste famiglie sono state obbligate a chiudersi a riccio, limitando le occasioni di contagio ben oltre le indicazioni dei vari D.P.C.M., sospendendo le frequentazioni familiari e, in qualche caso, arrivando a richiedere anche la Didattica a distanza per i fratelli conviventi.

Aspettavamo il nostro turno per la vaccinazione, in silenzio, convinti che prima o poi qualcuno avrebbe pensato anche a noi. Così non è stato, perché seppur la categoria “pazienti affetti da fibrosi cistica” sia stata inserita nel Piano Vaccinale ministeriale in quanto estremamente vulnerabili, la prenotazione della vaccinazione non è ancora stata organizzata. In Piemonte si parla del 16 marzo come data probabile di avvio della vaccinazione ma solo per i disabili afferenti a Comunità residenziali o semiresidenziali. E gli altri? Coloro che vivono la loro fragilità in famiglia, senza alcun supporto esterno, se non quello dei loro caregiver? Per loro non ci sono indicazioni; nemmeno le Associazioni a tutela dei pazienti sono riuscite ad avere risposte. Per questo motivo, in tutta Italia è partita dal basso una voce comune per richiedere la prima e più scontata forma di tutela possibile: la vaccinazione. Per i soggetti fragili, ovviamente, ma anche per i genitori di quei bimbi che, per ragioni anagrafiche non potranno ricevere il vaccino. Questa protesta silenziosa ha già portato all’inizio delle vaccinazioni per i ragazzi fc in Veneto e al riconoscimento del diritto alla vaccinazione dei caregiver in Toscana, Lazio e Liguria. A quando in Piemonte? Il tempo non gioca a favore di questi giovani pazienti…".