Partita la missione umanitaria di Carlo Olmo verso i confini dell'Ucraina

Partita la missione umanitaria di Carlo Olmo verso i confini dell'Ucraina
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Nella foto Olmo durante il viaggio verso l'Ucraina

E' partito alle 5 di questa mattina, venerdì 11 marzo 2022, il viaggio di Carlo Olmo "Lupo Bianco", in direzione Uzhorod, Slovacchia confine con Ucraina, per portare aiuti alla popolazione colpita dalla guerra, per poi fare ritorno con famiglie ucraine che verranno ospitate nella zona.

Aggiornamento delle 10,30. I pullman della pace proseguono il viaggio, vicino a Trieste dove si è aggregato un pullman di aiuto spagnolo.

Le parole del "Lupo Bianco" (giovedì pomeriggio)

«Partirò questa notte alle 5.00 con due pullman. A noi si aggiungerà un gruppo di furgoni a Padova, con i quali trasporteremo tutta una serie di aiuti: scorte alimentari, vestiti, coperte e medicine, di cui in questo momento hanno bisogno come il pane perché hanno finito tutto. Entro questa sera sul tardi spero che saremo a Uzhorod, in Ucraina, al confine con la Slovacchia: qui scaricheremo tutto il materiale che porteremo con noi, dopodiché accoglieremo i rifugiati muniti di documento di riconoscimento. Avranno priorità le mamme con i loro figli e i bambini orfani o senza genitori. Si tratta di un viaggio della speranza grazie al quale un centinaio di persone riuscirà a scappare dalla guerra e arrivare sana e salva in Italia: i profughi saranno accolti da famiglie del Vercellese e d'Imperia».

«Tutto è stato trasmesso alle autorità competenti affinché questo viaggio sia regolare e senza problemi. Ho avvisato la prefettura, la questura di Vercelli, l'Asl, le politiche sociali del Comune e tutte le autorità competenti per ottenere le dovute documentazioni. All'arrivo di questi profughi ci sarà un triage per il Covid e per le condizioni di salute critiche, offerto dal 118 e dalla Croce Blu e coordinato dal Sisp e dai medici del Sant’Andrea di Vercelli… Dopo gli accertamenti e una breve quarantena saranno accolte dalle famiglie vercellesi che si sono offerte di aiutare queste persone. Ancora una volta sono rimasto impressionato di fronte alla bontà d'animo delle famiglie vercellesi che si sono offerte di accogliere questi rifugiati: è bastato mettere un annuncio su Facebook per chiedere se ci fossero famiglie disponibili e si sono fatte avanti, a tempo indeterminato, 80 famiglie. Sono il doppio di quante persone io possa effettivamente portare. Vercelli è una città incredibilmente solidale, che dimostra una fiducia straordinaria: la situazione ucraina ha fatto breccia nei cuori di queste persone meravigliose»

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