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Operazione "Revenge 2020": la Polizia stronca i "Signori della droga di Vercelli"

Cronaca Vercelli e dintorni, 07 Ottobre 2021 ore 11:02

La Polizia di Stato di Vercelli, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, con l'ausilio di 100 poliziotti provenienti dalle Questura di Torino, Asti, Alessandria, Cuneo, Biella, Novara, Pavia, Verbania, Rimini e dei Reparti Prevenzione Crimine Piemonte, Lombardia e Toscana nonché di unità cinofile della Questura di Torino, ha dato esecuzione a 12 misure cautelari (7 custodie cautelari in carcere, 1 arresto domiciliare, 1 obbligo di dimora, 3 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria), nei confronti di altrettante persone gravemente indiziati di aver organizzato nella città di Vercelli una fiorente e redditizia attività di spaccio di stupefacenti, quantificabile nello smercio di circa 2/3 etti di cocaina a settimana, per una movimentazione complessiva, nei 6 mesi di indagine, di circa kg. 2 di cocaina e kg. 1 di hashish, per un giro di affari di circa 250mila euro.

Non si facevano scrupoli di portare con sé i figli minori

Fra le persone coinvolte quasi tutti pregiudicati con precedenti e anche in odore di Mafia.
Per capire a che punto erano giunti è stata raccontato un episodio sconvolgente.
Uno dei "signori della droga" aveva incaricato la moglie di andare ad acquistare una fornitura di droga. Questa signora aveva in auto con sé due minori, la figlioletta e una nipote. All'alt imposto dalla Polizia al posto di blocco (la donna era infatti già attenzionata) non si è fermata ed ha tentato una precipitosa fuga, finendo poi furi strada, per fortuna senza danni alle minori in auto con lei.
In un altro caso il trafficante si faceva accompagnare da figlioletta

L'inchiesta

L'attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile di Vercelli ha permesso di identificare in un italiano pregiudicato, residente da anni a Vercelli, il fulcro dell'attività di spaccio e rifornimento di sostanze stupefacenti dell'intero capoluogo vercellese e che lo stesso era a capo di un sodalizio dedito a tale illecita attività, composto da numerosi altri soggetti, con base operativa in un bar cittadino da lui gestito.

Erano molto scaltri nelle comunicazioni

Nonostante le difficoltà derivanti dal fatto che gli indagati si sono dimostrati assai scaltri nel trattare i loro affari, riducendo al minimo le conversazioni telefoniche ed utilizzando i social network per contattarsi, è stato possibile ricostruire l'intera filiera della commercializzazione di droga nel capoluogo vercellese; in particolare un pregiudicato calabrese residente a Palestro (Pavia), riceveva l'ordine circa due giorni prima dal gestore del bar per il tramite del suo socio in affari, un soggetto di origine siciliana, pregiudicato anche per il reato di associazione mafiosa e tentato omicidio, residente da anni nel novarese. I canali di approvvigionamento sono stati individuati in soggetti domiciliati nelle vicine province di Pavia e Novara.

Il video dell'operazione

Sequestrati 300 grammi di cocaina

Nel corso dell'attività investigativa sono state arrestate in flagranza per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente 3 persone con il sequestro di 300 grammi di cocaina.

In virtù degli elementi raccolti, la locale Procura della Repubblica ha richiesto ed ottenuto dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Vercelli, l'emissione di un'ordinanza di applicazione delle predette misure cautelari.

Sono 25 gli indagati

In totale sono 25 gli indagati implicati a vario titolo nell'illecita attività; la Polizia sta procedendo a numerose perquisizioni locali e domiciliari, di cui anche in un campo nomadi alle porte del capoluogo vercellese dove sono stati trovati 130 grammi di cocaina.

All'esito dell'attività di indagine il Questore della Provincia di Vercelli ha disposto la chiusura per 30 giorni del par epicentro dell'attività di spaccio.

Chiuso il canale principale della cocaina

Per gli inquirenti si tratta di un'operazione che ha chiuso il canale principale di rifornimento della cocaina, Le persone che la utilizzavano erano circa un centinaio, di tutte le estrazioni sociali, ma c'era un pusher che si dedicava esclusivamente a rifornire i ragazzini.