Un’attività congiunta che ha coinvolto più unità operative del Comando Provinciale di Vercelli ha portato, nei giorni scorsi, all’arresto in flagranza di un uomo e alla denuncia a piede libero di altri due complici, tutti residenti nella nosttra provincia e presunti responsabili di furto aggravato continuato e ricettazione di ricambi e componenti di macchine agricole.
L’azione risolutiva
L’azione risolutiva è arrivata dopo una meticolosa e intensa attività info-investigativa del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale dei Carabinieri,
Gli accertamenti hanno poi portato a monitorare i movimenti dei sospettati e ha infine consentito di interrompere la condotta criminosa.
Il blitz
Il blitz è scattato nella mattinata di oggi, giovedì 12 febbraio 2026, quando i militari della Sezione Radiomobile hanno intercettato il movimento anomalo di una livella agricola, che ha condotto i Carabinieri in una cascina in provincia di Alessandria, individuata quale base logistica per lo stoccaggio della refurtiva.
All’interno del capannone, i Carabinieri hanno rinvenuto non solo il mezzo, rubato la stessa mattina alle prime luci dell’alba, ma anche ulteriore componentistica di macchine agricole pesanti sottratta nelle settimane precedenti alla medesima ditta, per un valore complessivo stimato in ben oltre 100.000 euro.
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Beni subito restituiti all’azienda agricola
Tale risultato operativo assume un ulteriore rilievo poiché i beni sono stati immediatamente restituiti e rimessi nella disponibilità del proprietario, scongiurando un grave danno economico all’azienda.
Al termine delle formalità di rito, l’arrestato – un uomo finora incensurato – è stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari presso la propria abitazione, mentre i due complici sono stati deferiti in stato di libertà per il concorso nei reati contestati, con diversi gradi di coinvolgimento accertati durante le indagini.
Dal Comando dei Carabinieri precisano inoltre: “Va come di consueto sottolineato che, consideratala la fase preliminare del procedimento, gli indagati sono da ritenersi presunti innocenti sino ad un accertamento di colpevolezza da parte del giudice con sentenza irrevocabile”.