Chiusa al buio in un treno per mezz’ora

Chiusa in un treno per oltre mezz'ora alla stazione di Novara. Con lei un altro passeggero. Solo dopo molte telefonate a vuoto è riuscita a contattare la Polfer e a farsi liberare.

Chiusa al buio in un treno per mezz’ora
02 Aprile 2016 ore 11:38

Chiusa in un treno per oltre mezz’ora alla stazione di Novara. Con lei un altro passeggero. Solo dopo molte telefonate a vuoto è riuscita a contattare la Polfer e a farsi liberare.

Chiusa in un treno per oltre mezz’ora alla stazione di Novara. Con lei un altro passeggero. Solo dopo molte telefonate a vuoto è riuscita a contattare la Polfer e a farsi liberare. La disavventura è accaduta a Silvia Berlinguer di Vercelli, nostra collega giornalista, che lavora a Milano. Ha preso alle 7,40 il Regionale per la capitale lombarda, ma non era il treno giusto… per il solito carosello di ritardi. Era un treno che aveva fine corsa a Novara. “Arrivati a Novara – racconta Silovia – la gente è scesa dalla carrozza ma non c’è stato annuncio di fine corsa dagli altoparlanti il treno ha chiuso le porte e si è messo in moto… mi sono insospettita quando si è fermato ed ha cominciato a fare retromarcia… Poi il capotreno è sceso e non ho neanche fatto in tempo a chiamarlo, poi le luci si sono spente e sono rimasta al buio. Ho cominciato a correre per le carrozze cercandi di aprire le porte e mi sono agitata non poco, poi ho trovato un ragazzo rimasto chiuso anche lui… dopo diversi tentativi di telefonata e vari call center delle Ferrovie ho finalmente trovato la Polfer e sono venuti ad aprirci, ma è stata un’esperienza per me molto brutta”. Il fatto si è svolto intorno alle 8 – 8,30 di sabato 2 aprile. I dettagli in un servizio che stiamo preparando e che uscità lunedì. Le rimostranze sono: 1) nelle carrozze non ci sono adesivi con numeri per le emergenze (tipo ascensore) 2) Non c’è stato l’annuncio del fine corsa, 3) Polfer non ha rilasciato alcuna copia del verbale utile per giustificare l’assenza dal lavoro,bisogna compilare on-line un apposito modulo….

Ma il bello è avvenuto alla fine quando la vercellese si è sentita dire: “Ma sono cose che capitano ogni giorno”!

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