Lupo Bianco 2

Carlo Olmo donerà tre unità di Protezione Civile ai paesi alluvionati

Un nuovo impegno di circa 180.000 euro per il filantropo per Motta, Borgo Vercelli e Prarolo.

Vercelli e dintorni, 13 Ottobre 2020 ore 17:18

L’altra grande novità annunciata oggi, martedì 13 ottobre 2020, riguarda le problematiche legate all’alluvione.

“Ho chiesto a Bertone della Protezione Civile di farmi avere in breve tempo il progetto per acquistare tre unità mobili di soccorso avanzato, di quelli normati per la Protezione Civile, ne donerò una ciascuno ai Comuni di Motta de’ Conti, Prarolo e Borgo Vercelli”. Ognuno di questi mezzi con relative apparecchiature come pompe, radiofaro e altri strumenti, costa tra i 50 e i 60.000 euro. Dunque un impegno che sfiora i 200.000 euro.

Il video

Ecco alcuni passaggi dell’intervento di Olmo, Cavalierato, rinuncia al Pranzo dei Poveri e iniziativa post alluvione.

 

“Ci vuole una rete di protezione civile nei comuni, su base distrettuale”

“Ognuno di essi – ha detto Olmo – porterà la scritta: donato dal Lupo Bianco al Comune di… Li consegnerò direttamente alle mani dei Sindaci. In cambio ho chiesto che si attivino al più presto per un adeguato deposito per l’unità, a istituire un assessorato all’emergenza e a formare dei nuclei di volontari che usino per periodiche esercitazioni il materiale e siano pronti per i disastro, in un’ottica di rete distrettuale, in modo che quando serve si possano usare subito, senza aspettare”.

“Il territorio si deve svegliare”

Dopo aver detto che ormai a questi eventi ci si dovrà abituare per i cambiamenti climatici Olmo ha ribadito con forza: “Il territorio si deve svegliare e non aspettare aiuti da altri. ci vuole una rete distrettuale in grado di informare subito se ci sono rischi per la popolazione. In questi giorni ho aiutato una carrozzeria di Borgo Vercelli, dopo anni di fatiche e mutui hanno perso tutto e si lamentano che nell’emergenza non è arrivato nessuno ad aiutarli. Per questo voglio fornire i mezzi, e li fornirò. Se aspettiamo la disponibilità dal sistema pubblico non sappiamo dove verranno poi usati. A Motta mi hanno detto che sono rimasti in tre a girare casa per casa e quando hanno avevano chiamato in Prefettura gli avevano detto che non c’era da preoccuparsi… questa volta è andata ancora bene perché da noi non ci sono stati i morti”.

Di burocrazia si muore

Nel suo intervento Olmo ha anche sottolineato: “A Vercelli al Cervetto, nessuno si è fatto vivo, ero lì presente, infine alla 18,30 è arrivato Bertone. Ma non ce l’ho certo con la Protezione Civile che ha fatto l’impossibile, ma c’è qualcosa nel meccanismo organizzativo che non va”.

Insomma c’è stata una chiamata di responsabilità collettiva perché le istituzioni non sono in grado di dare risposte efficaci e tocca al territorio, ai cittadini, organizzarsi in proprio. “Di burocrazia si muore… nell’emergenza bisogna bypassare le procedure ordinarie e agire subito”.
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