Giovedì scorso

Carcere Billiemme: detenuto si impicca, salvato dagli agenti

Lo comunica il Sappe che elogia il personale e ricorda le criticità carcerarie.

Carcere Billiemme: detenuto si impicca, salvato dagli agenti
Vercelli e dintorni, 25 Settembre 2020 ore 15:37

Il Sappe, sindacato degli agenti di Polizia Penitenziaria ha fatto sapere in una nota che nel carcere di Billiemme è stata salvata la vita a un detenuto con intenzioni suicide grazie al tempestivo intervento delle Polizia Penitenziaria. Il sindacato ricorda anche le criticità nelle quali il personale opera ogni giorno e critica alcuni aspetti delle politiche di sicurezza.

L’episodio è avvenuto giovedì

Ha tentato di uccidersi nella Casa circondariale di VERCELLI dove è ristretto ma è stato salvato dal tempestivo intervento degli Agenti di Polizia Penitenziaria in servizio. E’ accaduto ieri, giovedì, e a darne notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, che plaude al provvidenziale intervento degli Agenti di servizio.

“Salvo grazie ai nostri eroi silenziosi”

Il vice Segretario regionale del Sappe Piemonte, Mario Corvino, evidenzia come, ancora una volta, “è solamente grazie ai poliziotti penitenziari, gli eroi silenziosi del quotidiano a cui va il ringraziamento del SAPPE per quello che fanno ogni giorno, se il numero delle tragedie in carcere è fortunatamente contenuto. E’ è evidente a tutti che è necessario intervenire con urgenza per fronteggiare le costanti criticità penitenziarie. Il suicidio è spesso la causa più comune di morte nelle carceri. Gli istituti penitenziari hanno l’obbligo di preservare la salute e la sicurezza dei detenuti, e l’Italia è certamente all’avanguardia per quanto concerne la normativa finalizzata a prevenire questi gravi eventi critici. Ma il suicidio e il tentato suicidio di un detenuto rappresentano un forte agente stressogeno per il personale di polizia e per gli altri detenuti”.

L’accaduto

Sulle dinamiche dell’evento critico accaduto, Corvino spiega che “verso le ore 14 di ieri, un detenuto di nazionalità italiana di anni 59 ha tentato il suicidio impiccandosi alle grate della finestra, ma solo grazie alla professionalità dei colleghi che sono intervenuti prontamente si è evitata un’ennesima morte per suicidio. Per fortuna, il tempestivo intervento del poliziotto di servizio, supportato anche da altri colleghi, ha evitato la tragedia. A loro, ed al Comandante di reparto Commissario Nicandro Silvestri, va il nostro plauso”.

Sventato già un altro suicidio, 17 i casi di autolesionismo

Il SAPPE ricorda che nel primo semestre del 2020 è già stato sventato nella C.C. di Vercelli il suicidio un detenuto mentre 17 sono stati gli atti di autolesionismo.

Il segretario generale del SAPPE Donato Capece esprime apprezzamento per la professionalità dimostrata dai poliziotti penitenziari di Vercelli a e commenta: “l’ennesimo tentato suicidio di una persona detenuta, per fortuna sventato in tempo dalla professionalità ed attenzione dei poliziotti, dimostra come i problemi sociali e umani permangono, eccome, nei penitenziari. Negli ultimi 20 anni le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria hanno sventato, nelle carceri del Paese, più di 21mila tentati suicidi ed impedito che quasi 170mila atti di autolesionismo potessero avere nefaste conseguenze”.

“La vigilanza dinamica è un provvedimento scellerato”

E denuncia: “quel che è accaduto a Vercelli ci ricorda per l’ennesima volta quanto sia difficile lavorare in un penitenziario. Da tempo il SAPPE denuncia, inascoltato, che la sicurezza interna delle carceri è stata annientata da provvedimenti scellerati come la vigilanza dinamica e il regime aperto, l’aver tolto le sentinelle della Polizia Penitenziaria di sorveglianza dalle mura di cinta delle carceri, la mancanza di personale – visto che le nuove assunzioni non compensano il personale che va in pensione e che è dispensato dal servizio per infermità -, il mancato finanziamento per i servizi anti intrusione e anti scavalcamento. La realtà è che sono state smantellate le politiche di sicurezza delle carceri preferendo una vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto, con detenuti fuori dalle celle per almeno 8 ore al giorno con controlli sporadici e occasionali.”

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