Archetipi: il divenire nell’arte di Biagio Vellano

Mostra inaugurata sabato 7 dicembre nel Foyer del Salone Dugentesco di Vercelli, visitabile fino al 22 dicembre.

Archetipi: il divenire nell’arte di Biagio Vellano
Vercelli e dintorni, 10 Dicembre 2019 ore 12:31

Archetipi: il divenire nell’arte di Biagio Vellano. Mostra inaugurata sabato 7 dicembre nel Foyer del Salone Dugentesco di Vercelli, visitabile fino al 22 dicembre.

Archetipi: il divenire nell’arte di Biagio Vellano

Successo di pubblico e critica sabato 7 dicembre, presso il Foyer del Salone Dugentesco di Vercelli, in via Galileo Ferraris 108, per l’apertura della mostra “ Archetipi – Il divenire nell’arte di Biagio Vellano”, che resterà aperta al pubblico, con ingresso gratuito, fino al 22 dicembre. La curatrice dell’evento, dottoressa Carla Bertone, ed il prezioso direttore organizzativo Riccardo Cavaglià hanno presentato l’autore e le opere ad un pubblico numeroso ed attento.

Stile e arte liberi come lo era Vellano

Dice la dottoressa Bertone: “Biagio Vellano era un uomo libero e liberi sono il suo stile e la sua arte. Oggi proponiamo un’antologica che offre lo spaccato di una vita dedicata all’arte fino all’ultimo istante. Sin dalle opere giovanili, quando l’artista era appena adolescente, notiamo la forte voglia di ricerca di un talento artistico raro e profondo”.
Dice il dottor Cavaglià: “L’arte di Vellano sta destando vasto interesse. Sono giunte in queste settimane numerose richieste per altre mostre. Già certo l’allestimento che si terrà a Torino, presso la prestigiosa sede di Palazzo Saluzzo di Paesana, in via della Consolata a maggio. Sono in via di definizione altri impegni che dovrebbero avere luogo il prossimo anno a Casale Monferrato e Trino Vercellese”.
Una trentina le opere realizzate con diverse tecniche e diversi materiali che compongono questo evento artistico vercellese visitabile fino al 22 dicembre con il seguente orario: 13-14-15-20-21-22 dicembre dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19,30.

Biografia
Biagio Vellano, nato a Trino il 16 agosto 1928 e deceduto a Camino Monferrato il 23 luglio 2008, era un uomo che amava profondamente la vita e prediligeva vivere a contatto della natura, da cui traeva perenne motivo di ispirazione. Vellano aveva frequentato il Liceo Classico durante i difficili anni della guerra avendo, in seguito, frequenti contatti con Maestri come Felice Casorati e Mario Tozzi. Nel corso degli anni, aveva poi accumulato una notevole esperienza nell’attività di designer ed arredatore d’interni, a fianco del fratello Pierangelo. Guardava il mondo con forza ed entusiasmo, sempre pronto a cogliere nuovi spunti e nuove suggestioni e la sua vita era un continuo viaggio verso nuove e meravigliose scoperte a nutrimento del suo genio creativo. Sin dalle prime opere, realizzate ad appena sedici anni d’età, egli andava costantemente alla ricerca di forme e materiali sempre nuovi ed originali.
Nacquero così, molti anni dopo, gli spettacolari quadri materici, realizzati con plastica fusa, con legno consunto, con carta bruciata, con ferro modellato con il fuoco, con vecchi libri, con pietre, con foglie appassite, con conchiglie raccolte sugli arenili del mare e persino con gusci di granchio dilavati dalla risacca, cercando sempre di creare opere capaci di donare lo stesso stupore e lo stesso incanto che lui provava osservando il mondo che lo circondava. Di lui, a Trino, si ricordano con affetto, anche per gli straordinari presepi realizzati, in anni ormai lontani, in alcune chiese della città.
Resta, come testimonianza della sua attività in questo campo, un presepe realizzato negli ultimi mesi di vita e donato alla sua Trino, visibile presso la chiesa di San Giovanni Battista durante il periodo natalizio.

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