Amnesty Vercelli in prima linea per il caso Regeni

Dopo la riuscita manifestazione in Piazza Cavour di domenica 13 marzo, in occasione della riunione a Vercelli del Consiglio Circoscrizionale Piemonte Valle d’Aosta di Amnesty International, continua a spendersi per il caso Regeni.

Amnesty Vercelli in prima linea per il caso Regeni
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Dopo la riuscita manifestazione in Piazza Cavour di domenica 13 marzo, in occasione della riunione a Vercelli del Consiglio Circoscrizionale Piemonte Valle d’Aosta di Amnesty International, continua a spendersi per il caso Regeni.

Dopo la riuscita manifestazione in Piazza Cavour di domenica 13 marzo, in occasione della riunione a Vercelli del Consiglio Circoscrizionale Piemonte Valle d’Aosta di Amnesty International, continua il lavoro dei soci del Gruppo “Italia 93” a sostegno della campagna “Verità per Giulio Regeni” a due mesi dalla scomparsa al Cairo del giovane ricercatore italiano. Il gruppo vercellese è fra i più attivi e recentemente alla campagna ha aderito anche il Sindaco Maura Forte.

Se non ci saranno al più presto progressi verso la verità e continueranno al contrario a circolare piste improbabili – questo è il punto di vista di Amnesty - il Governo dovrà andare oltre l'iniziativa diplomatica e valutare l'uso di tutti gli altri strumenti possibili, compresi quelli previsti dall'accordo di associazione tra l'Unione europea, i suoi stati membri e l'Egitto, e dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura (di cui sia l'Italia che l'Egitto sono parti) che impone precisi obblighi internazionali di investigare fatti di tortura e di processare o estradare gli accusati di quei fatti. 

Sulla pagina Facebook del gruppo locale  (www.facebook.com/amnestygruppo93vercelli) prosegue la carrellata di personalità ecittadini che chiedono che sulla vicenda non cali il silenzio.

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