Ospedale Vercelli: Testimone di Geova operato senza trasfusione

Travolto da un'auto si era fratturato gravemente il bacino e rifiutava le emotrasfusioni.

Ospedale Vercelli: Testimone di Geova operato senza trasfusione
Vercelli e dintorni, 26 Novembre 2019 ore 16:32

Ospedale Vercelli: Testimone di Geova operato senza trasfusione. Travolto da un’auto si era fratturato gravemente il bacino e rifiutava le emotrasfusioni.

Ospedale Vercelli: Testimone di Geova operato senza trasfusione

Un incidente stradale, un bacino gravemente fratturato e un’equipe medica competente. Sono questi gli ingredienti della storia, a lieto fine, cha ha coinvolto E.S., di Premosello Chiovenda, in provincia di Verbano-Cusio-Ossola.

Si stava recando al lavoro sul suo scooter E.S., quel drammatico giovedì 19 settembre 2019, quando all’improvviso un’auto gli taglia la strada scaraventandolo a terra. In ospedale gli viene diagnosticata una frattura scomposta e instabile del bacino con una importante emorragia. (Nei giorni successivi il paziente arriverà fino a 5 g/dl di emoglobina: valori normali nell’adulto sano 15 g/dl.)

Occorrerebbe un intervento piuttosto complesso. Subito si attiva la ricerca di un centro disposto a rimettere insieme i “pezzi” del bacino di E.S. Ma non solo: l’operazione dovrà essere eseguita senza sangue, in quanto il paziente rifiuta le emotrasfusioni. Così, dopo un primo intervento di embolizzazione e alcuni giorni di cure a base di ferro ed eritropoietina all’ospedale di Novara, il paziente viene trasferito per l’intervento chirurgico all’ospedale di Vercelli.

Giovedì 26 settembre E.S. entra in sala operatoria, dove l’equipe del dott. Domenico Costantino Aloj gli applica un fissatore esterno al bacino: una serie di viti e supporti esterni in carbonio che servono a tenere insieme le parti fratturate. “Ciò permette di ridurre repentinamente l’abbondante sanguinamento dovuto alle molteplici fratture a cielo chiuso … L’utilizzo dei fissatori esterni, frequentemente utilizzati nella struttura ospedaliera di Vercelli, evitano il sanguinamento tipico delle altre tecniche chirurgiche”, afferma il dott. Aloj. L’intervento, eseguito senza ricorrere a emotrasfusioni, riesce perfettamente anche grazie al contributo dell’equipe anestesiologica, diretta dal primario Carlo Olivieri e dell’equipe degli ematologi che hanno applicato i normali protocolli previsti dall’ASL in questi casi.

Approccio certamente innovativo ma relativamente semplice e rapido. La storia del paziente di Premosello Chiovenda conferma ancora una volta i progressi della chirurgia senza sangue e il valore di un’equipe multidisciplinare, competente, e decisa a rispettare le scelte del paziente in campo terapeutico.

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