Piogge limitate a pochi minuti di notte e poi giornate di caldo africano. Vercelli si sta seccando nel forno dell’anticiclone Cerberus, con buona pace di chi, improvvidamente, sfidava le previsioni del tempo pronosticando piogge e fresco a partire da questa settimana…
Per tanto, Coldiretti insiste con la richiesta dello Stato di Emergenza coinvolgendo anche i comuni agricoli del Vercellese (oltre a quelli del Biellese).
Queste le parole ufficiali dell’associazione di piazza Zumaglini
La perdurante assenza di piogge e le temperature eccezionalmente elevate delle ultime settimane stanno mettendo in ginocchio l’agricoltura delle nostre province. A lanciare l’allarme è Coldiretti Vercelli-Biella, che denuncia una situazione sempre più critica per aziende agricole e allevamenti, con danni che rischiano di compromettere l’intera stagione produttiva.
Per questo Coldiretti ha inviato una comunicazione a tutti i Comuni della provincia di Biella e a 22 del Vercellese (Alice Castello, Arborio, Balocco Bianzè, Borgo D’Ale, Buronzo, Carisio, Cigliano, Crova, Ghislarengo, Greggio, Lenta, Livorno Ferraris, Moncrivello, Rovasenda, Salasco, Saluggia, San Germano V.se, San Giacomo V.se, Santhià, Tronzano Vercellese e Villarboit) chiedendo di valutare, secondo quanto previsto dalla normativa vigente, l’avvio delle procedure necessarie per richiedere il riconoscimento dello stato di calamità naturale, così da consentire alle aziende agricole di accedere agli strumenti di sostegno previsti e affrontare una crisi che rischia di mettere a dura prova il futuro del comparto agricolo.
Le conseguenze più pesanti si registrano sui prati e sui pascoli, dove la combinazione tra siccità e caldo anomalo, aggravata dalla mancanza di invasi in grado di garantire un adeguato approvvigionamento idrico, ha determinato perdite produttive stimate intorno all’80%. Una situazione che mette seriamente a rischio la disponibilità di foraggio necessaria per alimentare il bestiame nei prossimi mesi, con ripercussioni economiche molto pesanti per gli allevamenti.
Non va meglio nelle colture maidicole. Le temperature elevate registrate durante la delicata fase della fioritura hanno provocato fenomeni di sterilità delle piante, con perdite produttive che potrebbero raggiungere il 50%. Gravi criticità si stanno inoltre riscontrando nelle colture seminate in tarda primavera, come la soia, dove il caldo eccessivo ha compromesso la nascita delle piante, riducendo sensibilmente il potenziale produttivo. Per quanto riguarda il territorio della Baraggia Vercellese il comparto risicolo è in ginocchio a causa della scarsità di acqua derivante dal fiume Sesia.
“Ci troviamo di fronte a una situazione di estrema gravità – evidenziano il Presidente di Coldiretti Vercelli-Biella Roberto Guerrini e il Direttore Domenico Pautasso – Le aziende agricole stanno subendo danni ingenti e, senza interventi tempestivi, le conseguenze economiche saranno pesantissime. Come già più volte ribadito, è necessario ammodernare una rete idrica che disperde una quantità inaccettabile di acqua, realizzare una rete diffusa di invasi con sistemi di pompaggio per aumentare la capacità di accumulo e garantire l’autosufficienza idrica del settore agricolo, accelerando finalmente la cantierabilità delle opere già progettate”.