Sponde del Cervetto come immondenzai: il caso di via Stoppani
La gallery e un contenuto plus del "reporter errante" sul "Cine Lux" e dintorni

Tra poco, con la crescita già esponenziale delle erbre, e con l'esplodere del solito problema di marciapiedi e parti della città invase, non si potranno notare più di tanto... Ma la sponda del colatorre Cervetto in via Antonio Stoppani e, proseguendo dopo il ponte di via Lagrangia, anche a lato di via Domenico Luppi, è lordata da sacchi neri, bottiglie di plastica e quant'altro, una discarica diffusa, con tanti rifiuti che inevitabilmente finiscono o rischiano di finire nel corso d'acqua.











Il degrado di mesi
Un degrado che è di mesi, non è assolutamente facile da pulire perché la riva è ripida e piena di arbusti e vicino all'acqua è pericoloso operare. Non resta che sperare nella generosità di qualche associazione o in un intervento speciale promosso dal Comune.
Un amarcord fuori programma
Il "reporter errante", inseguendo la sporcizia si è improvvisamente trovato davanti alle vestigia di un luogo amato in giovanissima età ed attualmente malridotto. Parliamo del "Cine Lux", la sala collegata al complesso della chiesa di San Giuseppe, che oggi è parrocchia a se stante anche molto attiva.
Chiesa e annessi furono realizzati nell'epoca d'ero della Chatillon poi Montefibre, come vero e proprio presidio per l'allora fiorente "quartiere operaio", e un "reporter" bimbetto di 6-7 anni, ne frequentava l'oratorio, in vista poi della Prima Comunione, ricevuta nella basilica di Santa Maria Maggiore, che era la parrocchia a cui l'oratorio di San Giuseppe faceva capo allora. C'era il mitico don Uccellino, che si ricorda anche quale mitico insegnante di religione nelle superiori.
Il cinema era un'attrazione per il quartiere, molto accogliente, con una programmazione alla portata di tutti, quanti film visti su quelle poltroncine!
Poi le stringenti normative dei decenni successivi, anche dopo la strage del Cinema Statuto di Torino del 1983, portarono alla non agibilità e di fuori il "Lux" oggi è così, come ritratto dalla foto. Che tristezza.