Maxi festa per i 70 anni della “Giovannini”, perla dell’artigianato vercellese

L'evento di sabato scorso. Lunedì 12 ottobre su Notizia Oggi Vercelli un ricco approfondimento

Maxi festa per i 70 anni della “Giovannini”, perla dell’artigianato vercellese

Settant’anni di attività sono un traguardo importante per un’azienda e la “Giovannini – Lucidatura mobili di Roberta Giovannini”, leader dell’artigianato d’arte, sulla Tangeziale Sud, ha centrato il traguardo, celebrando l’evento sabato davanti ad una vera folla di amici, clienti e dipendenti, del passato e dei giorni nostri. E, tra un anno, toccherà alla azienda gemella, che si trova sullo stesso sito, la “Giovannini Arredamenti” (della sorella di Roberta, Gianna, e del marito Sergio Borsetti) celebrare il mezzo secolo di attività.

Sabato, Roberta Giovannini, con la voce rotta dalla commozione, prima di offrire ai presenti un sontuoso rinfresco, con tanto di torta del settantennio, e un intrattenimento musicale a cura della “Elite band”, ha raccontato la storia dell’azienda, avendo accanto a sé mamma Giuseppina Cignetti, 93 anni, che, con il marito, Vitaliano Giovannini, diede il via a tutto, appunto nel 1956, in una piccola azienda di vicolo Antonio Oliviero che si trasferì subito al Volto dei Centori.

A Vercelli tutti conoscevano il cavalier Vitaliano Giovannini, il celebre “Vita” scomparso nell’agosto del 2013. Lo conoscevano anche per le sue straordinarie doti di poli strumentista, nonché di perno della Vercelli Jazz Filarmonica, che gli dedicò il Concerto di Natale del 20 dicembre del 2013, per onorarne la memoria. Per inciso, la famiglia Giovannini è una delle tre, con i Panella e i Trada, ad avere dato al Carnevale vercellese due Bèle Majin: Gianna, nel 1977, fu la compagna del Bicciolano Renzo Roncarolo e Francesca, nel 2013, lo fu di Andrea Cherchi.

Ma torniamo all’artigianato d’arte. Vitaliano e la moglie Giuseppina aprono la loro attività appunto nel 1956, che consiste nel lucidare e laccare i mobili. Sono i mobilieri a portarglieli a destinazione, ma spesso è Vitaliano che va a raccoglierli con un carretto, anche a notevole distanza. Poi, per la raccolta subentreranno le auto, una Balilla, una Volkswagen rossa. L’impresa ha sempre più successo e allora Giuseppina e Vitaliano decidono di aprire appunto sulla Tangenziale un mobilificio, a cui abbinano la storica ditta di lucidatura. “Mia mamma – ha ricordato Roberta Giovannini nella sua accurata e toccante ricostruzione – fu costretta a prendere la patente a 42 anni e ci riuscì al primo colpo”. Intanto viene inserita nel progetto Gianna il cui primo compito è di usare un camioncino OM per andare a caricare i mobili, Roberta, che va ancora a scuola, ogni tanto le dà una mano.

L’impresa Giovannini sta sempre più crescendo quando la notte del 17 giugno 1986, un incendio divampa nella lucidatura. Accorrono i vigili del fuoco, ma sono soprattutto i Giovannini a rimboccarsi le maniche nei giorni successivi per tornare in fretta alla normalità e ci riescono a tempo di record lasciando a bocca aperta anche il perito delle assicurazioni che chiese: “Ma dov’è l’incendio? Forse ho sbagliato indirizzo?”.

Tanti e toccanti i ricordi di Roberta che prima di invitare tutti al rinfresco ha voluto consegnare un riconoscimento ai suoi “vecchi” dipendenti e agli attuali, chiamandoli ad uno ad uno accanto a sé: i “vecchi” erano Filippo, Enzo, Rosanna, Rosella, Luisella, Luciana.
I nuovi quattro attualmente in organico: Marco, Jacob, Valerio e Mamadou. Roberta ha voluto anche ringraziare il marito Franco e le figlie Marta e Giada. Alla mamma Giuseppina ha donato un completo da fan della “Ferrari”, sottolineando che tutt’ora non si perde un Gran Premio che è uno.

Enrico Demaria

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