LE REAZIONI

Lavoratori morti sulla ferrovia: lunedì 4 si ferma tutta la provincia di Vercelli

"Basta morti sul lavoro". Cgil, Cisl e Uil proclamano lo sciopero e organizzano un corteo davanti alla Prefettura

Lavoratori morti sulla ferrovia: lunedì 4 si ferma tutta la provincia  di Vercelli
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Lunedì 4 settembre la provincia di Vercelli si ferma per dire basta alle morti bianche.

Mentre il cordoglio per le cinque vittime della tragedia di Brandizzo è ancora vivo , Cgil, Cisl e Uil alzano i toni proclamando lo sciopero generale. "Non vogliamo più trovarci di fronte a simili tragedie. Alle 10 i partecipanti si ritroveranno davanti alla Stazione quindi in corteo andranno a manifestare davanti alla Prefettura.

NON SI DEVE MORIRE DI LAVORO lo slogan scelto

Lo sciopero era già stato di fatto lanciato da Maurizio Landini, segretario generale nazionale della CGIL. “L’indignazione e il cordoglio non bastano più, è il momento di agire, questa strage va bloccata immediatamente: domani si fermeranno per quattro ore, per uno sciopero nazionale, i dipendenti della società Rfi, addetti alla gestione ed esecuzione della manutenzione alle infrastrutture. Altri due scioperi sono previsti per lunedì a Vercelli e in Piemonte”. Così, in una nota, il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, in merito all'incidente ferroviario accaduto la notte scorsa nella tratta ferroviaria tra Brandizzo e Chivasso nel quale sono morti cinque operai e tre sono rimasti feriti.

“Tanta è la rabbia. Da tempo denunciamo il grave tema, mai risolto, delle procedure di sicurezza relative alle fasi di manutenzione della rete ferroviaria. Troppe tragedie sul lavoro sono determinate dalla volontà di abbassare i sistemi di sicurezza per accelerare i tempi e risparmiare sul lavoro. Negli ultimi anni - aggiunge Landini - decine di lavoratori hanno già perso la vita in simili eventi. È il momento di dire basta: basta morti sul lavoro, è necessario e non più rinviabile un atto di responsabilità del Governo e delle Istituzioni per cancellare le morti sul lavoro e gli infortuni”.

“Alle cinque famiglie che stanno piangendo i loro cari che non torneranno più a casa, va la solidarietà e la vicinanza di tutta la Cgil. Alla magistratura ora il lavoro di accertare la dinamica dell’incidente e di individuare le diverse responsabilità”, conclude il segretario generale della Cgil.

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