La Sinistra in piazza per Khamenei. Riva Vercellotti: “Stanno sempre dalla parte sbagliata”

Dura presa di posizione del consigliere regionale vercellese: "Per loro essere anti-americani viene prima della libertà del popolo iraniano"

La Sinistra in piazza per Khamenei. Riva Vercellotti: “Stanno sempre dalla parte sbagliata”

Il vercellese Carlo Riva Vercellotti, consigliere regionale di FDI, esprime una ferma condanna alla manifestazione di piazza Castello a Torino a favore dell’ayatollah Khamenei organizzata da Cgilm Anpi e associazioni di sinistra a cui hanno aderito anche il PD e Alleanza Verdi Sinistra per condannare l’attacco contro l’Iran avviato sabato scorso dalle forze statunitensi e israeliane.

“Mentre le comunità iraniane, a Torino come nel resto d’Italia e nel mondo, sono scese in piazza per festeggiare la morte dell’ayatollah Khamenei e celebrare l’operazione di USA e Israele, la sinistra, l’Anpi e la Cgil organizzano un evento per condannarla: è incredibile la capacità che hanno di stare sempre dalla parte sbagliata”

“E’ imbarazzante la sinistra ‘pacifista’ che oggi piange per la morte di un macellaio che ha soffocato nel sangue le proteste delle giovani donne iraniane, mentre ieri, quand’era al Governo, bombardava Belgrado – aggiunge il capogruppo di FdI – A inizio anno abbiamo assistito al triste spettacolo dei militanti della Cgil che volevano insegnare ai venezuelani cosa fosse giusto per il loro Paese. Non contenti di quella figuraccia, ora vorrebbero ripeterla anche con gli iraniani?”.

“Bisogna essere onesti intellettualmente e riconoscere che nel caso dell’Iran non ci sono vie alternative: o si sta dalla parte del regime sanguinario degli ayatollah e dei pasdaran, che stava oltretutto tentando di dotarsi dell’arma atomica, o dalla parte degli iraniani e di chi interviene in loro sostegno. Se per la sinistra e la Cgil l’essere anti-americani viene prima della libertà di un popolo, ne prendiamo atto. Noi sappiamo bene da che parte stare: ed è quella delle donne di Teheran che vogliono riottenere il diritto di vivere liberamente, un diritto che potranno ottenere anche grazie all’intervento degli Stati Uniti”.