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Jacopo Bobba da Vercelli alla Mongolia in moto

Tra luglio e agosto 2023 prevede di raggiungere la terra del condottiero Gengis Khan, per un totale di circa 18.500 km.

Jacopo Bobba da Vercelli alla Mongolia in moto
Attualità Vercelli e dintorni, 20 Febbraio 2022 ore 12:26

Una storia nata a Vercelli, che vuole arrivare molto lontano, fino alla terra del condottiero Gengis Khan, la Mongolia, quella di Jacopo Bobba, classe 1991, membro del club motociclistico dei Wehr-Celt, in cui ricopre la seconda carica per importanza, quella di sergente, che tra il luglio e l’agosto 2023 prevede di raggiungere la terra del condottiero Gengis Khan in sella ad una moto, toccando Italia, Austria, Germania, Polonia, Bielorussia, Russia, Kazakistan ed infine Mongolia e ritorno attraverso lo stesso itinerario, per un totale di circa 18.500 km.

Due passioni un obiettivo

«L'idea del viaggio in Mongolia nasce un po' per caso e un po' per coniugare due mie passioni: la moto e l'offroad. Un po' per caso, per essere entrato in contatto attraverso i social con un gruppo di ragazzi del Varesotto che si apprestavano nel 2019 a partecipare ad un rally di beneficienza, il Mongol Rally, ovvero una corsa automobilistica non competitiva con partenza da Praga e arrivo ad Ulaanbataar (la capitale, Ulan Bator) con lo scopo di raccogliere fondi da devolvere ad associazioni umanitarie operanti appunto in Mongolia.
La passione sia per la moto che per l'offroad ha poi dato vita all'idea di ripensare quel viaggio con il mezzo che mi è più proprio, seguendo uno spirito quasi da “esploratore britannico”, un tipo di esperienza che sognavo da tempo».

Il lato positivo del lockdown

Il periodo del lockdown è stato fertile per la crescita del progetto: stabilire le tappe, il momento migliore per partire, il calcolo approssimativo dei costi, quali visti e permessi sono necessari ecc... «A quel punto mi ritrovavo con un grande interrogativo: tengo tutto per me o provo a coinvolgere qualcuno? Ben consapevole del fatto che creare una carovana sarebbe stato troppo complicato ed oneroso, ho deciso di trasformare la “mia” esperienza in una esperienza social, di gruppo. Sentivo di aver bisogno dell'appoggio di tante persone, più che altro morale, date le indubbie difficoltà che dovrò affrontare, quindi ho pensato a lungo su come dare inizio a questa “community”. Alla fine ho optato per un vlog, un video diario online che crescerà con il tempo, e Facebook». Chi lo desidera può seguire l’impresa di Jacopo Bobba tramite la pagina Fb “Dreaming Wild - Mongol Raid 2023” e il canale Youtube omonimo.

«Conscio del fatto che, con l'aiuto della fortuna, avrei potuto raggiungere un vasto pubblico, ho deciso che avrei potuto puntare sulla cassa di risonanza creata dal progetto per sensibilizzare riguardo ad un argomento più importante del solo viaggio, affrontando una tematica da sviscerarsi nel tempo, ovvero la tutela dell'ambiente e delle biodiversità, ed aprendo quindi una raccolta fondi dal duplice scopo: sostenere la mia impresa, ma soprattutto i progetti di una (o più a seconda del successo che riuscirò ad avere) associazione ambientalista.
L'obiettivo è di portare in Italia attraverso i social quanto potrò cogliere della cultura dei diversi paesi che attraverserò e portare l’attenzione su temi che ritengo fondamentali ai nostri giorni. Nella miriade di associazioni che si occupano di salvaguardia dell'ambiente e degli animali ho preferito contattare AIEA - Associazione Italiana Esperti d'Africa (www.espertiafrica.org), con sede a Torino, della quale conosco personalmente il coordinatore nazionale Fabio Ghirardi».

In cerca di sponsor

Un invito per concretizzare il sogno viene rivolto dal motociclista vercellese alle «aziende, più o meno grandi, che vogliano fare da sponsor, in modo da poter destinare tutte le donazioni private ad AIEA. Sarei davvero felice in particolare se un concessionario fosse interessato ad una collaborazione per materiali, ricambi e attrezzatura, e se mai avessi la fortuna di attirare l'attenzione dell'Aprilia, dato che la moto che ritengo ideale è la ETV 1000 Caponord, prodotta dall'azienda di Noale».

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