Il ricordo dei vercellesi innocenti uccisi dalle bombe 82 anni fa

La Rete e l'Associazione delle Vittime Civili hanno organizzato la cerimonia e l'apertura di deu rifgi anti aerei.

Il ricordo dei vercellesi innocenti uccisi dalle bombe 82 anni fa

A distanza di 82 anni e due giorni un commosso ricordo delle 19 vittime e 95 feriti del bombardamento del 28 maggio 1944. A proporlo sono state “La Rete”, che ha il merito di aver riportato l’attenzione su quell’episodio già da anni, con Maurizio Roccato e tutti i suoi collaboratori e l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, rappresentata da Giovanni Comoglio, vicepresidente regionale.

I nomi dei morti sono stati ricordati da Laura Aldone, François Dellarole e dai fratelli Francesco e Salvatore Salafia, parenti delle vittime civili della seconda guerra mondiale in città, che hanno raccontato storie che restituiscono tutto l’orrore della guerra: un bimbo e una bimba morti dopo aver ricevuto la Prima Comunione o una donna colpita da una bomba mentre dal rifugio stava correndo a casa perché aveva lasciato le patate sul fuoco…

Le testimonianze

Testimonianze date durante la cerimonia di commemorazione, svoltasi sabato scorso, 30 maggio 2026, nel portico comunale, presenti tutte le autorità: il sindaco Roberto Scheda, il presidente della Provincia Davide Gilardino, il prefetto Lucio Parente, il questore e il comandante dei Carabinieri, Nei loro discorsi è emerso il dovere della memoria, ancor più oggi, Un concetto ben espresso dal sindaco Scheda: «Siamo qui per restituire dignità a chi rischia di diventare soltanto nota a margine dei libri, perché la memoria non è un rito è la nostra responsabilità morale». «Non nascondiamoci dietro a un dito, questo è il tempo della guerra… famiglie in fuga, cadaveri dei bambini estratti dalle macerie, cambiano le bandiere, le geografie, ma il dolore è identico».
«Siamo qua a ringraziare tutte le istituzioni presenti e il secondo grazie all’associazione Nazionale Vittime Civili e poi un grazie particolare, per la collaborazione che date sempre», ha detto il presidente della Provincia Gilardino, che poi ha ribadito e rafforzato il senso di fare memoria delle vittime e ringraziato anche Carla Crosio per la sua installazione nel rifugio della Provincia.

La bandiera e i rifugi

Nell’occasione è stata esposta una bandiera storica, la classica bandiera del regno d’Italia portata dai partigiani alla liberazione con la sua asta con l’aquila Alpina.
Per tutta la giornata si sono tenute le visite guidate, sempre a cura dei volontari de “La Rete”, ai rifugi di piazza Cavour e, appunto, sotto il palazzo della Prefettura in via San Cristoforo. Sono stati 140 i vercellesi a scendere nei luoghi angusti e claustrofobici in cui i vercellesi cercavano rifugio, pensandoli pieni di persone, bambini che piangono e la paura che aleggiava fa capire cosa provano oggi le persone a Kiev e nelle altre città martoriate del mondo. Oggi l’allarme lo danno le app sul telefono, ma il terrore è sempre lo stesso.
“La Rete” intende far diventare un appuntamento fisso il ricordo delle vittime vercellesi, un proposito che non si può che condividere.

L’elenco delle vittime

Sono passati tanti decenni ma i loro discendenti non li hanno dimenticati, in questi tempi siamo assuefatti alle notizie di bambini, donne e persone innocenti annientate dalla guerra che non ha perso nulla della sua brutalità e insensatezza. Non sono solo i 19 del 28 maggio 1944 ma tutte le vittime civili.

Arrigoni Luigi di anni 18. Bagno Giovanni, Bazzano Fiorentino, Bredo Angelo di anni 58,
Bredo Eugenio di anni 18, Bressa Angela di anni 72, Broglia Giovanni di anni 4, Canna Francesco, Cattaneo Caterina di anni 47, Ferrara Mario di anni 23, Fasano Ettore, Ferraris Francesco di anni 5, Fra’ Felice di anni 53. Franchino Emilia di anni 82, Franzoso Carlo, Golere-Andreas Selca di anni 62, Leva Carlo, Maffei Eusebio di anni 67, Adami Antonio di anni 61, Barale Giuseppe di anni 60, Ciceri Maria di anni 52, Massa Marcellina, Mesturini Caterina di anni 57, Lucca Felice di anni 48, Maruffi Paola di anni 39, Marzolla Cesare, Moschino Arturo, Musso Camillo, Palischermo Venanzio di anni 37, Pezzana Margherita di anni 31, Portinaro Carlo, Portinaro Gioachino di anni 56, Portinaro Olga, Rifredi Giacomo, Rosetta Laura di anni 7, Salafia Giuseppe di anni 6, Salafia Paolo di anni 7, Serchione Pietro di anni 39, Trotta Giuseppina di anni 50, Viazzo Eugenio. Rabaglio Ercolina ved. Seccia.