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Celebrazione

I 120 anni della Cgil di Vercelli a difesa dei diritti di chi lavora

Nel 1901 nasceva la Camera del Lavoro, celebrazioni per ricordare la conquista.

I 120 anni della Cgil di Vercelli a difesa dei diritti di chi lavora
Attualità Vercellese, 25 Novembre 2021 ore 14:47

La Camera del Lavoro di Vercelli compie 120 anni e ieri la CGIL Vercelli Valsesia ha voluto ricordare questo importante anniversario organizzando un evento al Civico.

La nascita della locale struttura sindacale, si realizzò in concomitanza ed in similitudine con quanto avveniva in altri territori, seguendo quel fermento che pervadeva l’Italia dell’epoca, paese nel quale persistevano ampie condizioni di arretratezza, ma che contemporaneamente faceva intravvedere l’inizio di alcuni sostanziali cambiamenti.

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La giornata

Il segretario generale CGIL Valter Bossoni ha introdotto la ricorrenza, sono quindi seguiti gli interventi dell’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nel Biellese, nel Vercellese e in Valsesia. È stata poi realizzata una tavola rotonda dei delegati sindacali ed infine è seguita la chiusura con l’intervento del segretario generale CGIL Piemonte Massimo Pozzi. L’evento è stato accompagnato da musiche eseguite dagli allievi del Liceo Musicale “Lagrangia” di Vercelli ed ha visto la partecipazione dell’associazione culturale teatrale Skené Teatro Team.

La Camera del lavoro dalla sua nascita ad ora ha cambiato tre sedi: la prima sede venne inaugurata in via Felice Monaco il 1° dicembre 1901 e dopo circa dieci anni la stessa venne trasferita in via Vinzaglio ed infine nel 1945 si trasferì nell’attuale sede di via Stara.

La Camera del Lavoro

Era il 24 marzo del 1901, quando un gruppo di persone illuminate, costituì la Camera del Lavoro di Vercelli e ne approvò lo Statuto. Ecco alcuni punti salienti del suo regolamento: “Tutti i lavoratori salariati, senza distinzione di nazionalità potranno approfittare della Camera del Lavoro”, ma era anche specificato che al suo interno, “non si potrà assolutamente tenere alcuna riunione avente carattere politico o religioso essendo la Camera del Lavoro affatto estranea, e tale dovendo rimanere alle suddette questioni”.

Nel complesso delle vicissitudini nazionali, la vita economica e sociale del territorio Vercellese ripercorreva in modo analogo il tumulto delle trasformazioni in atto. In particolare, i cambiamenti economico sociali che si andavano realizzando portarono a promuovere le rivendicazioni dei rappresentanti dei lavoratori che volevano superare le condizioni di indigenza e di povertà in cui la maggior parte della popolazione continuava a versare. La fondazione della Camera del Lavoro di Vercelli fu quindi un atto importante in questo percorso e l’Avvocato Modesto Cugnolio e il Prof. Antonio Piccarolo furono gli artefici fondamentali della realizzazione della struttura sindacale. Nei primi anni del 1900 a Vercelli le condizioni dei lavoratori e dei contadini in particolare erano disumane. Anche se le masse popolari vercellesi divennero coscienti della loro forza con lenta gradualità, iniziarono ad organizzarsi nel sindacato solo quando si modificarono le condizioni dell’Italia.

La conquista delle otto ore

Nel frattempo, si era già formato in loro il pensiero che il lavoro doveva cessare di essere considerato uno strumento per la pura sopravvivenza e diventare un mezzo per raggiungere il decoro e la rispettabilità delle persone. Fu questo un processo disordinato ma scrupoloso, comunque non privo di pericoli e di avversità. I dirigenti sindacali e gli attivisti di quel tempo organizzarono scioperi, fecero campagne di alfabetizzazione, promossero confronti con le forze politiche e istituzionali. La comparsa sulla scena politica e sociale dei lavoratori vercellesi divenne un fatto di straordinario valore con la conquista delle 8 ore in risaia.

Una lapide a Billiemme per Cugnolio

Lo scorso venerdì 19 novembre, al Cimitero di Billiemme è stata deposta una lapide sulla tomba dall’avvocato Modesto Cugnolio in ricordo dell’impegno profuso per la tutela dei diritti delle lavoratrici e lavoratori. La delegazione della CGIL di Vercelli e Valsesia ha iniziato le celebrazioni dei 120 anni della Camera del Lavoro proprio con questo evento. «Nel celebrare questa ricorrenza abbiamo preso consapevolezza delle figure che all’epoca promossero le lotte sindacali che portarono all’ottenimento di importanti tutele - ha sottolineato il segretario generale Valter Bossoni - ricordiamo la figura di Cugnolo al quale va tutta la riconoscenza per la passione e la militanza politico-sindacale spesi accanto ai lavoratori ed in particolare alle mondariso».
Cugnolio nacque a Vercelli il 21 marzo 1863. Proveniente da una famiglia benestante intraprense il suo percorso formativo dai Barnabiti per poi laurearsi in legge all’Università di Torino. Come avvocato ebbe fin da subito modo di confrontarsi con la realtà della popolazione che più necessitava di tutele. Nel Vercellese organizzò le prime leghe contadine e il partito socialista, guidò agitazioni e scioperi, usando sapientemente una capacità diplomatica ma non priva di decisione. Fu eletto consigliere comunale a Vercelli nel 1909, alla camera nel 1913, ricoprì l’incarico di consigliere provinciale per il collegio di San Germano Vercellese dal 1914 e fu membro dell’amministrazione dell’ospedale Maggiore di Vercelli. Nel 1901 fondò il giornale “La Risaia” di cui fu direttore politico, ruolo che dismise per contrasti politici nel 1903, lasciandolo per fondare “La Monda”, esperienza editoriale che non durò a lungo. La sua partecipazione al ruolo di difensore fu così intensa e vissuta che durante le agitazioni del 1898 le autorità lo cacciarono in prigione per tre settimane. All’alba dell’8 maggio fu arrestato con Antonio Piccarolo quando era presidente della Consociazione Cooperative Vercellesi. La sua vita fu un continuo susseguirsi d’impegno per l’emancipazione sociale e la liberazione dalle costrizioni e dalle restrizioni tradizionali cui i contadini erano relegati. Questo suo impegno si perpetuò sino all’ultimo discorso pronunciato alla Camera poco prima di morire. Spirò il 17 marzo del 1917 a Roma. La sua opera politica è legata in modo indissolubile alla conquista delle 8 ore di lavoro.