Attualità
Il 27 gennaio

Giornata della memoria 2023: un'edizione storica a Vercelli

Verranno posate le prime quattro pietre d'inciampo per ricordare le vittime vercellesi dell'olocausto

Giornata della memoria 2023: un'edizione storica a Vercelli
Attualità Vercelli e dintorni, 24 Gennaio 2023 ore 12:06

Nella foto il "logo" di Ogni Giorno è Memoria, realizzato personalmente da Rossella Bottini Treves, Enrichetta Jona e Giuseppe Leblis, due delle prime quattro "pietre d'inciampo" che verranno posate venerdì 27 gennaio.

Come avviene ogni anno, venerdì 27 gennaio a partire dalle ore 10.15, in via Foa, avrà inizio la celebrazione del «Giorno della Memoria».

Il programma ufficiale

La Prefettura di Vercelli, in collaborazione con la Comunità Ebraica, l’Ufficio Scolastico Provinciale, il Comune e la Provincia di Vercelli commemorano la giornata con una cerimonia che si terrà presso la Sinagoga di Vercelli, con la presenza di una rappresentanza di studenti dell’Istituto Cavour di Vercelli e della Consulta provinciale degli studenti.
Nel corso della cerimonia verrà depositata una corona d’alloro alla lapide dei deportati, con l’accompagnamento musicale a cura degli studenti del Liceo Musicale Lagrangia di Vercelli; seguiranno, la lettura di una riflessione da parte dell’attrice Laura Berardi e la lettura dei nomi dei deportati da parte degli studenti della Consulta provinciale.
Avverrà inoltre la storica posa di quattro “pietre d’inciampo”  per ricordare gli ebrei vercellesi mai più tornati dopo la deportazione nei lager nazisti.

Storia e vittime della Shoah a Vercelli

A Vercelli nel 1943 vi erano ancora 125 ebrei. 125 persone integrate, conosciute e rispettate della società vercellese. Diverse famiglie si erano già allontanate dalla città, e solo alcune di queste sono riuscite a salvarsi, grazie all’aiuto di famiglie private, di amici e parenti. Altre, tardivamente, e con l’intervento dei contatti della Comunità Israelitica con il suo Rabbino Ugo Massìach e con il Presidente Giuseppe Leblis. Molti non hanno più fatto ritorno.

L'arrivo dei nazisti

A Vercelli i nazisti arrivarono il 10 settembre 1943. Nel 1944 tutti i luoghi ebraici con i loro preziosi contenuti sono stati confiscati: il Tempio, i suoi argenti cultuali, gli arredi, l’Asilo Levi, l’archivio storico, la Biblioteca, unitamente alla confisca delle case degli ebrei. Solo il cimitero ebraico si è salvato dalla confisca. E solo nel 1945 sono iniziate le restituzioni verso la Comunità israelitica, mentre i privati hanno dovuto attendere a lungo la restituzione delle loro proprietà.
In tutto il Vercellese, Biellese, Novarese e nel Verbano, Cusio Ossola, zone che competono alla Comunità ebraica di Vercelli, i deportati ebrei sono stati circa 119. La maggior parte di questi sono stati arrestati in Valsesia, sul lago Maggiore e lago d’Orta, durante la fuga di frontiera italo-svizzera.

La posa della lapide in sinagoga

Il 2 marzo 2006 la presidente Rossella Bottini Treves ha voluto ricordare alcuni di loro con la realizzazione e la posa della lapide commemorativa in Sinagoga a Vercelli, murata in una posizione tale che sia visibile a tutti, a imperitura memoria del sacrificio di persone colpevoli solo per la loro fede e tradizione religiosa. A questi si aggiungono i numerosi immigrati ebrei dalla Germania e dall’Austria che, per salvarsi dai Nazisti, si rifugiarono a Vercelli e nelle sue province.

Dopo lunghe ricerche sugli eventuali sopravvissuti, il 22 maggio del 1949 al cimitero ebraico di Vercelli sono state posate due lapidi, una in ricordo dei deportati vercellesi, l’altra alla memoria di Giuseppe Leblis. Rientra da Firenze il Rabbino Ugo Massìach che alla presenza di un folto pubblico e i parenti dei deportati, conduce la mesta cerimonia con il nuovo e ultimo rabbino di Vercelli e Biella, Rav Gustavo Calò, unitamente al Presidente Mario De Benedetti

Le pietre d'inciampo

Il presidente della Comunità ebraica di Vercelli, quest’anno, ha voluto ed iniziato a dedicare a diversi ebrei vercellesi le prime «Pietre d’Inciampo» (Stolpersteine) che saranno installate difronte alle abitazioni dei deportati durante l’arco del 2023 e con la targa che sarà apposta, (progetto sempre di Rossella Bottini Treves), sulla cancellata del Tempio Israelitico di via Foa con il testo: Ogni giorno è memoria, affinchè ogni giorno e in ogni momento venga rammentata la Memoria affinchè sia presente in ogni giorno della vita di ciascuno di noi.

La famiglia Jona

Le prime tre Pietre saranno dedicate alla famiglia Jona che abitava proprio in via Foa.
Felice Jona nato a Vercelli nel 1878 e deportato ad Auschwitz, unitamente alla Moglie Regina Segre, furono assassinati nel 1944, la figlia Enrichetta Jona nata nel 1919, insegnante, morirà invece nel 1945 nel campo di Terezin.

La quarta pietra, posata in via Monte di Pietà, sarà per l’ing. Giuseppe Leblis, vercellese nato nel 1873. Ingegnere professionista e insegnante presso l’Istituto Cavour nonché presidente della Comunità israelitica di Vercelli. La promulgazione delle Leggi Razziali del 1938, lo sollevò dall’insegnamento assieme a Eugenio Treves. Dopo essersi prodigato per agevolare clandestinamente la salvezza di molti ebrei, l’8 settembre 1943, emigrò da Vercelli per rifugiarsi in montagna, a Condove, frazione di Mocchie (To), insieme alla sorella Dorina Leblis, alla nipote Renata Vitale e alla famiglia delle nipoti Ravenna. Il gruppo ha vissuto a Mocchie (To) in un angusto stanzino della piccola casa parrocchiale, nascosto, al riparo delle frequenti incursioni dei soldati tedeschi. Arrestato il 20 dicembre 1943, condotto in carcere alle Nuove di Torino, poi trasferito a Milano, carcere di San Vittore, e infine la partenza dal Binario 21 sui convogli della morte, il 30 gennaio 1944, deportato ad Auschwitz e ucciso al suo arrivo il 6 febbraio 1944. Nel 2018 è stato ricordato quale grande benefattore della città di Vercelli e in suo onore è stata posata una targa nel Giardino dei Giusti della città. Altre Pietre d’inciampo saranno posate durante il 2023 con appositi eventi culturali in collaborazione con il Comune.

Da decenni Rossella Bottini Treves si dedica alla ricerca storica, dal Ghetto, alla deportazione con redazione e stesura di saggi sull’ebraismo vercellese: un’intensa collaborazione iniziata con la Società Storica di Vercelli e con l’Archivio di Stato di Vercelli intrattenendo un ottimo rapporto scientifico che porterà anche alla futura realizzazione di altre iniziative inerenti al Ghetto di Vercelli. Per le Pietre d’inciampo, la Comunità ebraica di Vercelli ringrazia per la fattiva collaborazione il Comune di Vercelli.

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