A Torino dal 1° ottobre al 3 dicembre la terza edizione promossa dall’Ufficio Culturale della Fondazione FARO
I temi: catastrofismo culturale, rapporto cultura – salute, intelligenza artificiale, consenso nelle relazioni, futuro post carcerario, unità mente – corpo-
Dialoghi sulla vita
Cosa significa oggi prendersi cura dell’esistenza nella sua interezza? Non soltanto nei momenti di fragilità, ma anche nel modo in cui affrontiamo le trasformazioni del presente, costruiamo relazioni, prendiamo decisioni, abitiamo il nostro corpo e immaginiamo il futuro. Da questa domanda nasce il nuovo ciclo di «Dialoghi sulla vita», la rassegna dell’Ufficio Culturale della Fondazione FARO, che torna a Casa FARO, in via Botero 16 a Torino, dal 1° ottobre al 3 dicembre.
Sei appuntamenti che affrontano temi apparentemente molto diversi, ma accomunati dalla volontà di mettere a confronto due sguardi differenti e complementari: competenze scientifiche e prospettive culturali, esperienza professionale e narrazione, ricerca e impegno civile. Non conferenze specialistiche, ma occasioni per avvicinare temi complessi attraverso il dialogo tra persone che li osservano da prospettive diverse.
La scelta di mettere in dialogo competenze diverse permette di avvicinare anche temi complessi senza rinunciare alla profondità, creando occasioni di confronto accessibili a pubblici differenti: giovani e adulti, studenti e professionisti, operatori della cura e della cultura, insegnanti ed educatori, ma anche semplici cittadini curiosi di comprendere meglio il proprio tempo.
L’obiettivo è offrire al pubblico non risposte preconfezionate, ma strumenti per comprendere, interrogarsi e orientarsi, mettendo in relazione conoscenze e vissuti.
«Dialoghi sulla vita» nasce infatti dall’esperienza dell’Ufficio Culturale FARO, istituito nel 2024 per condividere il pensiero maturato quotidianamente nell’ambito delle cure palliative: una riflessione che mette al centro la tutela e il valore della vita in ogni sua fase.
La partecipazione è gratuita, previa registrazione.
Il programma
1° ottobre – ore 18.00
Contro il catastrofismo, progettare il futuro
Cosimo Schinaia dialoga con Domenico Quirico
Modera Beniamino Pagliaro, Repubblica
Crisi climatica, guerre, crisi delle democrazie, intelligenza artificiale: il presente è spesso raccontato attraverso scenari di minaccia e declino. Ma quanto il catastrofismo condiziona la nostra capacità di immaginare e costruire il futuro?
Il confronto mette in relazione la prospettiva psicoanalitica di Cosimo Schinaia, che indaga le radici psicologiche e inconsce della tendenza ad amplificare le minacce, e lo sguardo giornalistico di Domenico Quirico, abituato a osservare direttamente crisi, conflitti e trasformazioni della contemporaneità. Due modi diversi di interrogare la paura: quello di chi la analizza nella dimensione individuale e quello di chi la incontra nella realtà sociale e geopolitica.
Un incontro particolarmente rivolto a chi si interroga sul rapporto tra informazione, paura e futuro: studenti e insegnanti, professionisti della comunicazione, operatori culturali, ma anche cittadini interessati a comprendere come le narrazioni del presente possano influenzare la capacità collettiva di progettare.
8 ottobre – ore 18.00
LA CULTURA E IL SUO RUOLO PER IL BENESSERE E LA SALUTE
Catterina Seia dialoga con Filippo Losito
Modera Livio Partiti, Il Posto delle Parole
Può una visita al museo, un laboratorio di scrittura o la partecipazione a un coro diventare una forma di cura? La prescrizione sociale sta introducendo anche in Italia una nuova idea del rapporto tra cultura, salute e benessere.
Catterina Seia, presidente del CCW – Cultural Welfare Center, porta nel dialogo l’esperienza della costruzione di politiche e pratiche che collegano cultura e salute, mentre Filippo Losito, psicologo, filosofo, filologo e specialista di Medicina Narrativa, approfondisce il ruolo delle storie e della narrazione nei processi di cura e nella costruzione del ben-essere personale. Il confronto permette così di passare dalla dimensione sociale e collettiva della cultura come risorsa di salute alla dimensione individuale e trasformativa delle storie.
Un appuntamento pensato in particolare per operatori sanitari e sociali, professionisti della cultura, educatori, insegnanti, bibliotecari e per chi lavora nei servizi alla persona, ma anche per chi è interessato a scoprire come le esperienze culturali possano entrare concretamente nella quotidianità della cura.
22 ottobre – ore 18.00
L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE: COSA ABBIAMO BISOGNO DI SAPERE PER USARLA CORRETTAMENTE
Vincenzo Russo dialoga con Simone Natale
Modera Franca Cassine, La Stampa
L’intelligenza artificiale è ormai entrata nella vita quotidiana. Ma quanto comprendiamo davvero il modo in cui modifica le nostre scelte, le nostre emozioni e il nostro rapporto con la realtà?
Il dialogo mette a confronto la prospettiva psicologica e neuroscientifica di Vincenzo Russo, che studia il comportamento del cervello di fronte agli stimoli digitali e le trasformazioni dei processi decisionali ed emotivi, con la prospettiva storico-mediologica di Simone Natale, che analizza il modo in cui le tecnologie influenzano la nostra percezione delle macchine e ci portano ad attribuire loro intelligenza e caratteristiche umane.
Da una parte, dunque, come l’AI agisce sui nostri processi cognitivi e decisionali; dall’altra, come noi interpretiamo e immaginiamo le macchine intelligenti.
Un confronto particolarmente attuale per studenti, insegnanti, professionisti della comunicazione e del marketing, ma anche per genitori e cittadini che utilizzano quotidianamente strumenti di intelligenza artificiale e vogliono sviluppare maggiore consapevolezza sul loro funzionamento e sul loro impatto.
5 novembre – ore 18.00
IL RUOLO DEL CONSENSO NELLE RELAZIONI SANE
Caterina Di Chio dialoga con Anna Ronfani
Modera Adele Palumbo, Repubblica
Che cosa significa davvero dare il consenso? E come si costruiscono relazioni fondate sull’ascolto, sul rispetto dei confini e sulla libertà reciproca?
Caterina Di Chio, psicologa clinica e di comunità, psicoterapeuta ed esperta di educazione sessuale, affronta il tema soprattutto dal punto di vista della prevenzione, dell’educazione e della consapevolezza personale. Anna Ronfani, avvocata penalista e vicepresidente del Telefono Rosa Piemonte, porta invece l’esperienza concreta di chi incontra le conseguenze della violazione del consenso e lavora sulla tutela e sull’autonomia.
Due prospettive che si completano: prevenire e imparare a riconoscere i propri bisogni e i propri limiti, da una parte; comprendere le conseguenze della loro violazione, dall’altra.
L’incontro si rivolge in modo particolare agli adolescenti e ai giovani che stanno costruendo la propria identità e imparando a orientarsi nelle relazioni affettive, sociali e sessuali, ma può essere di interesse anche per genitori, insegnanti, educatori, operatori sociali e professionisti impegnati nella prevenzione della violenza.
26 novembre – ore 18.00
IL FUTURO DOPO IL CARCERE
Sandro Bonvissuto dialoga con Elena Lombardi Vallauri
Modera Marco Bobbio, Rai-TGR Piemonte
Il carcere è una realtà spesso invisibile fino a quando un episodio di cronaca non la riporta al centro dell’attenzione. Ma cosa accade alle persone durante la detenzione e, soprattutto, quale futuro è possibile costruire dopo?
A confrontarsi sono uno scrittore che ha raccontato il carcere dall’interno dell’esperienza umana e narrativa e una direttrice che quel mondo lo vive quotidianamente nella responsabilità istituzionale. Sandro Bonvissuto porta la forza della narrazione e dell’esperienza letteraria; Elena Lombardi Vallauri, direttrice della Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino, porta invece la prospettiva concreta di chi opera ogni giorno all’interno dell’istituzione penitenziaria.
Il dialogo consente così di mettere a confronto il carcere come esperienza umana e il carcere come realtà istituzionale, interrogandosi sul significato della pena e sulla possibilità che essa contribuisca a costruire, anziché a interrompere, un futuro.
Un incontro rivolto a chi si occupa di giustizia, sociale, educazione e diritti, ma anche a studenti, professionisti della comunicazione e cittadini interessati a conoscere una realtà che spesso rimane ai margini dello sguardo collettivo.
3 dicembre – ore 18.00
MENTE E CORPO. COME PENSARE L’UNITÀ CHE SIAMO
Cristina Becchio dialoga con Francesca Garbarini
Modera Micol Burighel, Amapola
Siamo davvero fatti di una mente che pensa e di un corpo che esegue? Le neuroscienze contemporanee mostrano quanto sia più complesso il rapporto tra pensiero, percezione e azione corporea.
Il confronto riunisce due neuroscienziate formatesi all’Università di Torino, con percorsi di ricerca differenti ma strettamente connessi. Cristina Becchio studia il modo in cui il cervello interpreta le intenzioni degli altri attraverso il movimento del corpo, esNplorando il rapporto tra azione, percezione e intenzione. Francesca Garbarini concentra invece la propria ricerca sul modo in cui il cervello costruisce il senso del proprio corpo e della propria identità, studiando anche i processi attraverso cui questa percezione può modificarsi o perdersi.
Due prospettive scientifiche che permettono di affrontare una domanda profondamente personale: come si costruisce il senso di ciò che siamo attraverso l’interazione tra mente e corpo?
L’appuntamento può interessare in particolare studenti e professionisti delle neuroscienze, della psicologia e delle discipline sanitarie, ma è pensato anche per un pubblico più ampio interessato al funzionamento del cervello, alla percezione del corpo e ai meccanismi attraverso cui costruiamo la nostra identità.
LA fondazione FARO
La Fondazione FARO ETS è un’organizzazione senza scopo di lucro che si occupa di assistere dal punto vista fisico, psicologico, sociale e spirituale, coloro che necessitano di cure palliative, prendendosi cura anche delle loro famiglie nelle loro case o in hospice. Accanto al lavoro di assistenza, la FARO svolge anche attività di ricerca medico-scientifica e di divulgazione nell’ambito delle cure palliative. La FARO opera sui territori di Torino, Carignano, Chivasso, Leinì e Lanzo.
L’Ufficio Culturale propone percorsi di riflessione sui grandi temi dell’etica, della crescita personale e delle fragilità umane, offrendo strumenti concreti per affrontare le crisi e le sfide dell’esistenza, in ogni età e contesto.
Per raggiungere pubblici diversi, le attività culturali utilizzano linguaggi molteplici: parola e dialogo, scrittura, arte, fotografia, teatro e musica, creando occasioni di incontro e confronto.
Casa FARO, in via Botero 16, nel cuore di Torino, è il luogo che ospita queste proposte. Accogliente come una casa, dispone di una sala conferenze intima e raccolta, pensata per favorire la condivisione, il dialogo e la riflessione comune.