A Sanremo sul balcone di Villa Ormond, insieme a Casa Surace e alle scolaresche, si è vissuto un momento di vera educazione ambientale.
Un gesto concreto di restituzione alla natura e di sensibilizzazione ambientale ha segnato il pomeriggio di mercoledì 25 febbraio, del Villaggio del Festival di Sanremo: è stato liberato un gabbiano recuperato in stato di avvelenamento e curato dal Cras Enpa di Cadibona, in collaborazione con la Lipu di Imperia.
Il gabbiano curato da Enpa
La liberazione è avvenuta alla presenza dei ragazzi di Casa Surace e del direttore artistico del Villaggio, Giuseppe Grande, davanti alle scolaresche protagoniste dei seminari organizzati nella giornata odierna. Un momento breve ma intenso, capace di unire spettacolo, impegno civile e attenzione ai temi della tutela ambientale.
Il gabbiano, dopo essere stato soccorso e sottoposto alle cure necessarie, è tornato così a volare nel suo habitat naturale grazie al lavoro dei volontari dell’Ente Nazionale Protezione Animali, la più antica associazione protezionistica italiana, attiva su tutto il territorio nazionale attraverso una rete di sezioni e delegazioni coordinate dalla sede centrale di Roma.
L’Enpa, riconosciuta ente morale di diritto privato e sostenuta esclusivamente da volontari e donazioni, opera quotidianamente per la protezione degli animali, la prevenzione del randagismo e la vigilanza sul rispetto delle leggi a tutela del benessere animale. La sezione savonese, attiva continuativamente dal 1927, rappresenta uno dei presìdi storici dell’associazione in Liguria, impegnata nel recupero della fauna selvatica e nelle campagne di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza e alle scuole.
Un momento di responsabilità
Ha dichiarato il direttore artistico Giuseppe Grande: «Non è stato soltanto un gesto simbolico, ma un momento educativo e di responsabilità collettiva. Davanti alle scuole che hanno partecipato ai nostri seminari, abbiamo voluto lanciare un messaggio chiaro: la tutela degli animali e dell’ambiente riguarda tutti noi. Il Festival diffuso è anche questo, uno spazio in cui spettacolo e coscienza civile possono convivere e generare consapevolezza».
Il Villaggio del Festival si è confermato così non solo luogo di intrattenimento e incontro, ma anche piattaforma di valori condivisi, capace di coniugare cultura, giovani e attenzione per il territorio.
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