“Detenuti allo stremo per le ondate di calore”: Alleanza Verdi Sinistra vuole lo stato di emergenza

Marro e Ravinale in consiglio regionale chiedono a Cirio un intervento urgente

“Detenuti allo stremo per le ondate di calore”: Alleanza Verdi Sinistra vuole lo stato di emergenza

Alleanza Verdi Sinistra chiede lo stato di emergenza regionale per le ondate di calore che stanno rendendo difficile la vita all’interno delle carceri del Piemonte. Un problema che era già stato portato all’evidenza della cronaca anche riguardo la casa circondariale di Vercelli.
AVS alza la voce per le condizioni dei detenuti facendo (giustamente) anche un riferimento alle condizioni in cui versano i poliziotti penitenziari e tutti gli altri operatori.

«Il presidente Alberto Cirio dichiari immediatamente lo stato di emergenza regionale per la situazione di emergenza dovuta all’ondata di calore nelle carceri piemontesi, utilizzando la norma approvata nelle scorse settimane e attivi un piano straordinario a tutela delle persone detenute e di chi lavora nelle carceri».

La richiesta arriva, con un’interrogazione volta anche ad avere evidenza dell’utilizzo dei fondi arrivati da Roma, dalle consigliere regionali di Alleanza Verdi Sinistra Giulia Marro e Alice Ravinale. «Nelle tredici carceri piemontesi sono ospitate circa 4.500 persone, a fronte di una capienza regolamentare di 3.900 posti. Il caldo si abbatte su strutture sovraffollate, spesso prive di un adeguato isolamento termico, con celle senza doccia, ventilazione insufficiente e cortili in cemento scarsamente ombreggiati. Nelle stesse condizioni lavorano per ore agenti della Polizia penitenziaria, operatori sanitari, educatori e personale amministrativo».

Marro e Ravinale chiedono la convocazione urgente di una cabina di crisi alla quale partecipino Regione Piemonte, aziende sanitarie, Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria, direzioni degli istituti, Garanti delle persone private della libertà e rappresentanze del personale.

«La Regione ha competenze dirette sulla sanità penitenziaria e ha già attivato strumenti per proteggere la popolazione fragile dagli effetti del caldo. Le persone recluse e i lavoratori nelle carceri devono essere inclusi immediatamente in questi interventi. Servono distribuzione continua di acqua fresca, maggiore accesso alle docce, ventilatori e apparecchiature refrigeranti adeguate, rimodulazione delle attività nelle ore meno calde, controlli sanitari sulle persone più fragili e spazi di riposo salubri per il personale».

Il Ministero della Giustizia ha comunicato di avere già distribuito ai Provveditorati regionali circa 800.000 euro per l’acquisto di frigoriferi, pozzetti refrigerati e ventilatori.

«Cirio chieda immediatamente al Provveditorato e renda pubblico quanto è stato assegnato al Piemonte, che cosa è stato acquistato, dove sono state consegnate le dotazioni e quali carceri ne sono ancora prive. Troppo spesso persino un ventilatore è dipeso dalle famiglie, dalle associazioni o dalla generosità di enti religiosi e fondazioni. Nel 2024, al Lorusso e Cutugno di Torino, 80 ventilatori arrivarono grazie a una donazione della CEI. La Caritas Diocesana di Alessandria ha donato ventilatori al carcere Don Soria, a quello di Cuneo pochi giorni fa ne sono stati consegnati 40 grazie al Banco Azzoaglio. Questi gesti di fondamentale solidarietà però non possono essere la prassi, una dotazione essenziale non può continuare a essere affidata alla beneficenza».

«Da oggi Cirio non può sostenere di non conoscere il rischio. La Regione ha competenze dirette sulla tutela sanitaria delle persone detenute e dispone di strumenti per coordinare una risposta straordinaria. Le celle sovraffollate stanno diventando forni e i reparti penitenziari luoghi di lavoro insalubri. Ogni giorno di inerzia espone persone detenute e lavoratori a rischi sanitari e di sicurezza. Il presidente Cirio ha oggi uno strumento regionale appena approvato: lo utilizzi e assuma la responsabilità di coordinare una risposta immediata».